Cina e Tesla, un rapporto in crisi fra diffamazione e vendite in calo


Ha definito la sua vettura, una Model X, un “giocattolo omicidio, o suicida”, venendo prontamente citato in giudizio da Tesla.

Parliamo di Mr. Wen, come viene citato nei documenti giudiziari, l’ultimo in ordine cronologico a lamentare “un guasto ai freni”, dichiarando in tribunale che, mentre era alla guida, l’auto sia improvvisamente passata da una velocità di 100 km/h a 60 km/h.

Tesla Cina


Il signor Wen ha successivamente affermanto di non aver ricevuto, da parte di Tesla, alcuna assistenza in merito; dal canto suo, l’azienda americana ha tempestivamente fornito prove inconfutabili in merito alla pronta risposta del proprio staff, che ha contattato il proprietario il giorno stesso della segnalazione. Il signor Wen ha infine impedito al personale Tesla di ispezionare la sua Model X.

Sulla base di altri documenti prodotti in tribunale, la società di Musk ha dimostrato che il signor Wen ha rilasciato dichiarazioni incoerenti durante le sue interviste, creando un danno di immagine a Tesla attraverso disinformazione e diffamazione.

Il giudice ha pertanto imposto al proprietario pubbliche scuse, da pubblicare a proprie spese su un giornale locale, oltre a versare a Tesla 1.412 dollari come risarcimento per atti diffamatori.

Tesla Cina

La Cina non è nuova ad azioni di questo tipo nei confronti dell’azienda texana, che sono iniziate con le proteste al Salone dell’auto di Shanghai nel 2021, relative ad affermazioni (successivamente rivelatesi infondate) di guasti ai freni delle vetture.

Tesla Cina

Il team legale della Casa automobilistica in Cina continua a battersi contro tali campagne di disinformazione, e anche se finora ha collezionato numerose vittorie, non si può dire che le vicende non abbiano avuto qualche conseguenza negativa.

Ultimamente, sembra infatti che Tesla sia alla prese con un calo di domanda, per le sue vetture, nel Paese asiatico.

Negli ultimi mesi l’azienda di Musk ha messo in campo diverse strategie volte a tenere alta la richiesta di vetture, riducendo il prezzo della Model 3 e della Model Y e lanciando un nuovo programma di referral, che prevede l’accredito di 3500 crediti Tesla sia al nuovo cliente sia a chi fa la segnalazione.



Tesla Cina

Successivamente, la Casa automobilistica ha lanciato un nuovo rimborso in contanti con i suoi partner assicurativi in Cina.

Secondo quanto riportato dai media locali, almeno inizialmente, tali strategie sono sembrate funzionare bene, al punto che il sito Web cinese di Tesla non è riuscito a gestire i numerosi accessi da parte di potenziali clienti che volevano configurare la propria auto.

Alcuni mesi dopo, però, le testate Sina Technology News e Huxiu hanno riferito che gli ordini confermati si sono rivelati molto inferiori rispetto alle aspettative:

“Dopo aver annunciato la riduzione dei prezzi, il sito web ufficiale di Tesla China è stato “paralizzato” dall’afflusso di traffico, ma secondo Sun Shaojun, il fondatore di Auto Fans, Tesla ha ricevuto solo circa 50.000 ordini in questo round. Piuttosto che i 100.000-170.000 vociferati dal mondo esterno…” Afferma Sina Technology News.

Huxiu fa un’analisi piuttosto dura su Tesla, sia sulle dinamiche interne allo staff cinese, sia riguardo alla possibilità di ulteriori “forti sconti” sulle vetture, nonostante l’azienda abbia smentito categoricamente questa possibilità.

“Con decine di migliaia di auto in stock, Tesla ridurrà i prezzi” Riporta il titolo di apertura dell’articolo di Huxiu.

A differenza degli Stati Uniti, Tesla ha ancora un dipartimento per le relazioni con la stampa in Cina e a volte nega rapporti come questo.

D’altra parte, manca poco più di un mese alla fine dell’anno e a gennaio 2023 le cose potrebbero cambiare.










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