Resident Evil: ecco i due video trailer della nuova serie TV in arrivo su Netflix


Non succede mai nulla nella pacifica New Raccoon City questa la didascalia che accompagna il primo teaser trailer del reboot seriale televisivo diResident Evil, leggendario franchise videoludico che rivivr in nuove vesti a partire dal 14 luglio sul piccolo schermo grazie a Netflix. I due trailer sono decisamente pi corposi rispetto a quello pubblicato a dicembre scorso che si era limitato a mostrare solo un Cerberus, il cane zombie frutto degli esperimenti della Umbrella Corporation.

Netflix: ecco come sar il reboot di Resident Evil

stato senza dubbio uno dei videogiochi di survival horror pi amati e venduti di tutti i tempi: parliamo della serie Resident Evil che racconta una nuova storia su due linee temporali diverse. Nella prima, le sorelle quattordicenni Jade e Billie Wesker si trasferiscono a New Raccoon City, una citt di industrie e uffici a cui devono abituarsi nel pieno delladolescenza. Pi passa il tempo, pi si rendono conto che la citt non quello che sembra e che il padre potrebbe nascondere oscuri segreti. Segreti capaci di distruggere il mondo.

Nella seconda storia invece si catapultati nel futuro, una decina di anni dopo, esattamente nel 2036. Sulla Terra abitano ormai meno di quindici milioni di persone e oltre sei miliardi di mostri: persone e animali infettati dal T-Virus. Una Jade trentenne cerca di sopravvivere in questo nuovo mondo tormentata dai segreti del passato che riguardano la sorella, il padre e se stessa.

Questa sostanzialmente la storia che ha pensato Netflix per il reboot di Resident Evil e se il primo trailer mostra un Albert Wesker all’Umbrella corporation durante il pitch di una nuova sostanza dagli effetti apparentemente miracolosi ”Joy”, ma dalle controindicazioni disastrose e a dir poco mostruose.

E proprio nel secondo teaser trailer Netflix mostra quella che, probabilmente, sar la causa delloutbreak in questa linea temporale: non la contaminazione in seguito alla rottura accidentale di una provetta contenente un campione di T-Virus quanto una somministrazione di un farmaco antidepressivo sperimentale, denominato Joy.



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