«Sulle armi all’Ucraina l’Italia ha dato a sufficienza, dopo il terzo decreto, basta»- Corriere.it


di Redazione online

L’ex presidente del Consiglio a Piazza Pulita: «La guerra è uno scenario imprevisto, questo governo non ha mandato politico per decidere di volta in volta cosa fare senza sentire il Parlamento»

Giuseppe Conte ha ribadito il pieno sostegno del Movimento 5Stelle agli aiuti, anche militari, che l’Italia ha finora deciso e stanziato, ma adesso, sull’emergenza guerra, l’ex premier afferma che il governo Draghi deve confrontarsi con il Parlamento:«Il M5s sul conflitto in Ucraina e sulle armi non sta fissando bandierine, ma stiamo facendo un discorso chiaro e trasparente: stiamo vivendo uno scenario di emergenza assolutamente imprevisto – ha detto l’ex presidente del Consiglio a Piazza Pulita su La7 – Il governo era nato per affrontare l’emergenza pandemica e il Pnrr, ma di fronte ad uno scenario imprevisto non possiamo pensare che il governo vada avanti da sé, decidendo di volta in volta cosa fare e come posizionarsi perché non ha un mandato politico». Così durante il talk tv Conte torna a chiedere di sentire il premier in Parlamento
: «È giusto ci sia un aggiornamento sullo stato della guerra».

«L’Italia sia in prima linea per la pace ora»

Sul tema specifico dell’invio delle armi il presidente del M5S esprime la posizione ora cauta del Movimento: «L’Italia sulle armi ha già dato a sufficienza: dopo il terzo decreto che invia armi, basta». Ora l’Italia «deve essere in prima linea sulla pace. Credo che ci sia una concentrazione di armamenti in Ucraina sufficiente. Noi abbiamo fatto il nostro. Ora dobbiamo caratterizzarci per essere in prima linea su un altro fronte: quello di spingere fortemente per un negoziato e una soluzione politica. L’Italia ha tutte le caratteristiche tradizionali in termini di capacità di dialogo per recitare un ruolo in prima fila», aggiunge Conte. Osservando: «Fermo restando che mi auguro che nel terzo decreto non ci siano armamenti più pesanti e più letali, come avevo chiesto a gran voce, vorrei anche una discussione. Dopo un terzo invio io credo che l’Italia abbia dato un contributo e non voglio che l’Italia sia in prima linea nella fornitura di armi. Credo che abbiamo già dato, adesso l’Italia deve essere in prima linea per la pace».

«Sostegno discreto al negoziato»

Ma in che modo l’Italia potrebbe favorire la pace? Conte parla di un «sostegno discreto» al negoziato: «Draghi ha detto che il negoziato non possiamo farlo sulla testa dell’Ucraina, sono pienamente d’accordo, ma non possiamo lasciare solo a lui la responsabilità perchè siamo coinvolti anche noi, stiamo fornendo armamenti, aiuti economici e finanziari. Secondo il leader M5s infatti «se Zelensky ponesse condizioni troppo stringenti o non realizzabili dobbiamo poter discretamente sostenere il negoziato perché interessa l’Europa intera».

12 maggio 2022 (modifica il 12 maggio 2022 | 20:20)



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