«Berlusconi divisivo? È stato un leader forte. Ora lasciategli mostrare che è pronto a unire»- Corriere.it


di Francesca Basso, corrispondente da Bruxelles

Il capogruppo del Ppe al Parlamento Ue Manfred Weber: «Lo sostengo, ha dimostrato di avere la conoscenza per ricoprire l’incarico, l’esperienza, il network, conosce i partner Ue e può parlare loro direttamente, ha mostrato di poter uscire dall’agone politico»

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BRUXELLES – «Berlusconi dovrebbe avere la possibilità di dimostrare che è pronto a unire». Manfred Weber, capogruppo del Ppe al Parlamento Ue risponde alle domande del Corriere su Zoom. È a Roma per l’ultimo saluto a David Sassoli. E due giorni fa al suo arrivo a Roma ha incontrato il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, che in Europa fa parte della famiglia popolare.

Per il Ppe è Berlusconi la persona giusta al Quirinale?

«Prima di rispondere voglio fare una premessa sulla situazione politica che l’Europa sta vivendo. Siamo ancora in mezzo alla pandemia, le persone stanno ancora morendo per il Covid. Non sappiamo quale sarà l’impatto economico di lungo termine della pandemia. E poi ci sono le sfide esterne: l’Ucraina minacciata dalla Russia, la sicurezza europea a rischio, l’impegno a evitare una guerra sul territorio europeo. E le sfide di lungo termine come le transizioni ambientale e digitale. Gli europei devono dare risposte, non è una situazione normale. Abbiamo iniziato quest’anno senza risposte: c’è un nuovo governo in Germania, ci sono le elezioni presidenziali in Francia e anche se Parigi ha la presidenza di turno dell’Ue in Francia c’è la campagna elettorale che vuol dire incertezza, e in Italia l’elezione del capo dello Stato».

E dunque?

«Dato questo contesto politico di incertezza, ora servono ora esperienza e stabilità. Apprezziamo molto il lavoro svolto da Mario Draghi come primo ministro, l’Italia è tornata rilevante grazie alla sua leadership e questa prospettiva è di lungo termine. E da leader del Ppe sostengo Berlusconi per la presidenza della Repubblica, perché ha dimostrato di avere la conoscenza per ricoprire l’incarico, ha l’esperienza, ha già il network, conosce i partner Ue e può parlare loro direttamente, ha mostrato di poter uscire dall’agone politico anche se è stato il leader forte del centrodestra per oltre vent’anni. Ora ha manifestato la volontà per questa nuova responsabilità e ha il sostegno degli amici in Europa».

Berlusconi è però un nome divisivo con un passato giudiziario importante.

«Berlusconi è stato uno spirito del suo tempo, leader di partito, primo ministro. È stato un leader molto forte e con un approccio politico che per qualcuno è stato irritante. Da democratico amo le posizioni forti, amo leader forti sia di destra sia di sinistra con idee che le persone possano riconoscere e votare per loro. Rispetto per questo Berlusconi. L’opposizione ha fatto quello che doveva fare. Ma ora dovrebbe avere l’opportunità di mostrare che è pronto a unire. Siamo in un momento delicato e serve stabilità. I populisti non stanno vincendo in Europa. È il centro che risolve i problemi, non il populismo».

Si sente spesso con l’ex cancelliera Angela Merkel?

«Dopo il periodo molto intenso di fine mandato mi è sembrato corretto lasciarle un periodo di riposo. Non ci sono stati contatti negli ultimi giorni. Rispetto moltissimo Angela Merkel, i suoi 16 anni alla guida della Germania hanno lasciato un Paese migliore e da cancelliera ha giocato un ruolo importante per l’Europa, durante la pandemia è stato lanciato un segnale di solidarietà molto forte con Next Generation Eu. Abbiamo ancora bisogno di Merkel nella famiglia del Ppe».

Temete che l’instabilità politica metta a rischio l’esecuzione del Recovery Plan?

«L’Italia può essere orgogliosa di quello che ha raggiunto negli ultimi mesi grazie alla leadership di Draghi e del suo governo. Spero che l’Italia possa continuare con questo approccio stabile. Il Recovery Plan ha avuto una buona accoglienza a Bruxelles, ora servono passi concreti per l’attuazione. E il Parlamento Ue controllerà da vicino la concretezza dei progetti e che sia portata avanti l’agenda delle riforme affinché i soldi dei contribuenti siano spesi per il futuro dell’Europa».

14 gennaio 2022 (modifica il 14 gennaio 2022 | 22:00)



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