Letta resta in attesa, convinto che i «rivali» poi andranno su Draghi- Corriere.it


di Maria Teresa Meli

All’elezione del premier lavora con Guerini e Zingaretti. Nel Pd speravano che Salvini si smarcasse da Berlusconi

Il Pd gioca la partita del Quirinale con tre punte. La triangolazione è: Enrico Letta, Lorenzo Guerini e Nicola Zingaretti. Ma al contrario di quello che avviene nel calcio il compito che si sono assegnati il segretario dem, il ministro della Difesa, nonché leader della corrente di Base riformista, e il presidente della Regione Lazio è quello di andare in gol senza attaccare troppo. Tradotto in politichese: nessuno dei tre protagonisti di questa trattativa, che ha come obiettivo l’andata di Mario Draghi al Quirinale, ha intenzione di accanirsi contro la squadra avversaria, ovverosia il centrodestra, perché altrimenti rischierebbe di perdere prima ancora di giocare e di far scendere veramente in campo alla quarta votazione il leader di Forza Italia.

Non a caso Letta non infierisce, anzi. Rivolto al centrodestra dice: «Dobbiamo lavorare insieme». Quindi fa mostra di non dare troppo credito all’ennesima discesa in campo di Berlusconi e dice ai suoi: «Sembra più un teaser, cioè l’avvio di una campagna pubblicitaria, che l’inizio di un film vero e proprio, perciò non prendiamo troppo sul serio questa minaccia». Si, è ovvio, c’è l’altolà a Berlusconi, e poi in ogni dichiarazione degli esponenti dem c’è la reprimenda a Matteo Salvini, ma la parola d’ordine è: non esacerbare i toni. Perciò ieri dal Nazareno, alla fine del vertice di Villa Grande, è arrivata una nota in cui si manifestava la «delusione e la preoccupazione» del Pd.

(Il Corriere ha una newsletter dedicata all’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Si chiama Diario Politico, è gratis, e per iscriversi basta andare
qui
)

Nessuna alzata di scudi, nessun approccio aggressivo. Già, perché sia dalla Lega che da Forza Italia e da Fdl di Giorgia Meloni è arrivato un messaggio ai dem, ma anche a Palazzo Chigi, e questo è indubbiamente più interessante: i numeri per Berlusconi non ci sono. E quindi adesso i dirigenti del Pd si aspettano che alla prossima riunione del centrodestra venga offerto un altro nome: quello di Mario Draghi. Tant’è vero che al Nazareno (come alla Lega, del resto) già si ragiona sul governo che verrà. È questo, ora, in realtà, il motivo di più grande frizione tra il Pd e il centrodestra. Perché nel momento in cui si decide di eleggere al Colle l’attuale premier l’esecutivo deve essere gia concordato tra i capi partito.

Dunque il Pd, pur non dando le carte, grazie a Letta, è entrato nella partita da protagonista. Ma per farlo ha dovuto lasciare per un attimo ai margini Giuseppe Conte. Sia ben chiaro, il segretario dem non ha intenzione alcuna di scaricare l’ex premier: è intenzionato ad andare avanti con il progetto di uno schieramento giallorosso in vista delle elezioni politiche, però capisce che al momento l’alleato non ha velocità di decisione e, dice un autorevole esponente della segreteria dem, «è troppo condizionato da Massimo D’Alema e Goffredo Bettini».

Insomma, l’imperativo è non rompere con i 5 Stelle, in attesa che si sappia chi comanda nel Movimento, perché finora nel Pd, nonostante gli ottimi rapporti tra il segretario dem e Conte, non si è capito se nel 2023 ci sarà ancora l’ex premier a capo del M5S. L’orizzonte per Letta,comunque, è sempre lo stesso: grande alleanza del centrosinistra con i grillini dentro e «con quei pezzi della società civile che hanno partecipato all’esperienza dell’Agorà». «E a quel punto — dice il segretario del Partito democratico ai fedelissimi — io e Salvini ce la giocheremo». E qui sta la delusione a cui fa cenno la nota informale del Nazareno: Letta sperava che il leader della Lega scartasse subito da Berlusconi. Il segretario dem, infatti, è preoccupato perché è convinto che sulla presidenza della Repubblica «la convergenza sia obbligatoria», ragion per cui occorre, a suo avviso, «non perdere tempo» e «andare oltre le bandiere».

14 gennaio 2022 (modifica il 14 gennaio 2022 | 21:24)



Source link