Webuild: ordini record, più cassa e debito giù. E’ rally a Piazza Affari


Le indicazioni sul portafoglio ordini mettono le ali al titolo in Borsa

Ordini record in mercati a basso rischio, migliora la cassa e debito in calo di circa 900 milioni di euro. Strappa fra le blue chip Webuild in una Piazza Affari negativa (il Ftse Mib perde oltre mezzo punto percentuale) sui dati preliminari del 2021 oltre le attese: +5,21% a 2,142 euro a metà mattinata. Il gruppo guidato da Pietro Salini ha registrato nel 2021 un record nella raccolta di nuovi appalti beneficiando dei notevoli piani di investimento in infrastrutture sostenibili lanciati dai vari Paesi in cui opera. Il totale dei nuovi ordini acquisiti e in corso di finalizzazione nell’anno ammonta a circa 10,8 miliardi di euro, di cui oltre il 95% in geografie chiave, quali Italia, Usa, Australia, Francia, Austria e Paesi del Nord.

A seguito del significativo volume dei nuovi ordini, del recupero delle operatività nei vari cantieri, nonostante la persistente incertezza sull’economia globale legata all’andamento epidemiologico, e del miglioramento della gestione del capitale circolante, la posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2021 risulta positiva per 100-200 milioni, in miglioramento di circa 540-640 milioni rispetto al 31 dicembre 2020 e di 500-600 milioni rispetto al punto intermedio della guidance 2021.

L’indebitamento lordo si attesta a 2,6-2,7 miliardi, in riduzione di 860-960 milioni rispetto al 31 dicembre 2020. Kepler Cheuvreux conferma la raccomandazione buy (comprare, ndr) e il prezzo obiettivo a 2,9 euro su Webuild. I risultati preliminari 2021 “hanno mostrato un miglioramento significativo e una posizione finanziaria netta migliore delle attese”, commentano gli analisti.

“Forti” poi gli ordini, aggiungono gli esperti. Il gruppo, segnala Equita Sim, “ha annunciato il dato preliminare relativo alla posizione finanziaria netta 2021 che risulta essere significativamente migliore delle nostre attese e della guidance fornita dalla società“. Secondo gli analisti “l’andamento del debito conferma il miglioramento della dinamica del circolante (problema storico del settore) anche per effetto del de-risking geografico avviato negli ultimi anni dalla società e del miglioramento del contesto di mercato italiano.

Da verificare invece gli impatti a conto economico da inflazione dei costi e l`impatto sulla posizione finanziaria netta dal riassorbimento degli anticipi nel corso del 2022/2023 per comprendere quanto sia migliorabile la stima di posizione finanziaria netta dei prossimi anni. Per il 2022 stimiamo attualmente una crescita del fatturato dell’8% anno su anno a 7,4 miliardicon margini in espansione di 40 punti base all`8%, che implica un Ebitda adjusted in area 600 mln e un debito netto di 234 milioni”.





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