Cinghiali con la peste suina: allarme carne. Vietata raccolta funghi e tartufi


Cinghiali con peste suina: 114 comuni tra Piemonte-Liguria in lockdown

Come se non bastasse l’emergenza Coronavirus ecco che in Italia torna lo spettro della peste suina. L’allarme è scattato ad inizio gennaio tra Piemonte e Liguria dopo due casi accertati di morte di cinghiali proprio a causa di quella patologia. È scattato così – si legge sulla Stampa – l’avviso per tutti i cacciatori e per tutti gli agricoltori della zona, con annessa grande preoccupazione per gli allevatori italiani. Sul sito del Ministero della Salute si leggono le informazioni essenziali per capire di cosa si tratta: “La peste suina africana è una malattia virale che colpisce suini e cinghiali. Altamente contagiosa e spesso letale per gli animali, non è invece trasmissibile agli esseri umani“.

Nei boschi di 114 comuni – prosegue la Stampa – fra le provincie di Alessandria, Genova e Savona scatterà una specie di lockdown. Divieto di caccia, divieto di raccolta funghi e tartufi, divieto di pesca, divieto di passeggiate nei sentieri con i cani e senza cani, divieto di trekking. Divieto persino del taglio della legna. Gli esseri umani non dovranno andare in quei boschi per non spaventare i cinghiali e costringerli a allontanarsi, moltiplicando e diffondendo così il contagio. “Ci hanno segnalato – spiega Luca Brondelli presidente Confagricoltura Piemonte – che alcune aziende di macellazione che operano fuori dal Piemonte avrebbero sospeso i ritiri di suini vivi allevati qui da noi, anche al di fuori della zona infetta. Questi atteggiamenti stanno provocando turbative di mercato e ingenerando fenomeni speculativi che danneggiano pesantemente le imprese del settore”. Crescono i timori per l’export di carne in ballo 1,7 miliardi.

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