Tutti gli uomin del presidente


Mezzogiorno, 14 gennaio 2022 – 09:11

Le inchieste e la poca moralit

di Davide Grittani

E se le microspie nell’ufficio di Lerario fossero l’inizio del nostro Watergate? Se questa catena di omissioni portasse persino ai piani pi alti della Regione, quale sarebbe il finale del film a cui stiamo assistendo? E a voi, quello che sta succedendo intorno al governatore non ricorda Tutti gli uomini del presidente?

L’evocazione di uno degli scandali pi clamorosi della storia americana – che indusse Richard Nixon alle dimissioni e, grazie all’inchiesta di Bob Woodward e Carl Bernstein, elev il giornalismo a professione indispensabile per la democrazia –, non la si deve n alla sequenza n all’entit dei fatti, quanto all’umana caducit e alla fragilit etica che i fatti stanno evidenziando come prerogativa dell’entourage di Emiliano. Da Vitangelo Dattoli (ex direttore del Policlinico Riuniti di Foggia) a Mario Lerario (ex capo della Protezione civile), da Nicola Lorusso (redattore servizio stampa Regione) a Gianfranco Grandaliano (manager dell’Agenzia dei rifiuti), da Giovanni Migliore (direttore del Policlinico Bari) e Pierino Quinto (commissario dell’Azienda sanitaria di prevenzione), il quadro che emerge – in attesa che siano le inchieste a fare chiarezza – sembra restituire una diffusa permeabilit dei contatti e delle relazioni che fanno capo al governatore, specie tra le persone a lui pi prossime. Come se fossero tutti occupati a proteggerlo, come se fossero tutti indaffarati a tenerlo lontano dai guai. Un istinto di conservazione che oltre a macchiare la carriera di alcuni super manager (vedi Dattoli, riapparso per subito al Miulli), avrebbe indotto un giornalista a fare l’esatto contrario di ci che fecero Woodward e Bernstein, tradendo non solo la professione ma anche l’istituzione che stava servendo (Lorusso indagato per aver rivelato a Lerario la presenza di microspie all’interno del suo ufficio). Senza contare le iniziative assunte per dare un segnale di reazione, come la task force disposta dopo l’arresto di Lerario: toppe pi profonde e persino pi pericolose delle buche originarie.


Se fosse un film, come quello che port alla consacrazione di Dustin Hoffman e Robert Redford, le dimissioni di Emiliano (auspicate da Fratelli d’Italia, ma anche il Pd non nasconde pi l’imbarazzo) sarebbero inevitabili: non perch responsabile delle ipotesi di reato contestate a molti dei suoi uomini migliori, ma perch non si pu conoscere cos superficialmente le persone con cui ci si sposa. Forse vero che siamo solo all’inizio di un nostro piccolo grande Watergate, o forse pi la rimestiamo e pi questa storia puzza di dignit andata a male.

14 gennaio 2022 | 09:11






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