le scelte su scuole e obbligo vaccinale- Corriere.it


di Monica Guerzoni

Oggi la conferenza stampa del premier mentre partono le nuove restrizioni. Le prossime tappe riguardano i 40enni e il super green pass per i lavoratori

ROMA – Alle sei della sera gli occhi e le orecchie della politica italiana saranno puntati e sintonizzati sulla sala Polifunzionale della presidenza del Consiglio. Seduto tra i ministri Speranza e Bianchi e il coordinatore del Cts Locatelli, Mario Draghi prover a fare chiarezza, a spazzar via i dubbi, la confusione e le polemiche che hanno sommerso l’ultimo decreto del governo. E, sempre cercando di schivare le domande sul tema Quirinale, il premier far la sua parte per tranquillizzare gli italiani. Il quadro epidemiologico complesso e purtroppo muoiono molte persone, dir il presidente, ma la situazione sotto controllo e, non appena la curva epidemiologica avr iniziato la discesa, la pressione sugli ospedali si allenter.

Oggi milioni di bambini e ragazzi tornano in classe e con alcuni sindaci e governatori guerra. Se Vincenzo De Luca ritiene irresponsabile la riapertura, Draghi resta convinto che le scuole debbano restare aperte. una scelta politica che l’inquilino di palazzo Chigi non vuole mettere in discussione, in un Paese che tiene i ristoranti e i centri commerciali aperti. Il premier ha messo nel conto che tanti alunni, soprattutto fra i pi piccoli, faranno di nuovo l’esperienza della dad, ma non essendoci alcuna emergenza pediatrica non ritiene serio n utile fare terrorismo psicologico sulle scuole. Tanto pi in una regione come la Campania, che ancora in zona bianca. Uno degli obiettivi della conferenza stampa dunque sdrammatizzare, come ha fatto in tv Francesco Paolo Figliuolo. Ospite di Lucia Annunziata il commissario ha parlato di un piano per uscire dall’emergenza e tornare alla normalit.

Oggi anche il giorno in cui scattano nuove restrizioni per le persone non vaccinate. Per difendere la filosofia del provvedimento, frutto di una faticosa mediazione con i partiti, il capo dell’esecutivo partir dai dati che dimostrano l’urgenza di convincere il numero pi alto possibile di no vax a porgere il braccio e accettare l’iniezione. Lo impongono gli studi scientifici, che sono in queste ore sui tavoli di palazzo Chigi e del ministero della Salute. L’Istituto superiore di sanit ha stimato l’indice di ricoveri in terapia intensiva tra il 12 novembre e il 12 dicembre: per chi ha ricevuto tre dosi pari allo 0,9 su 100 mila abitanti, per i vaccinati da meno di quattro mesi raggiunge l’1, per chi ha superato i 120 giorni arriva all’1,5 e schizza al 23,2 per chi non si immunizzato. Numeri che il ministro Roberto Speranza sta rilanciando sui suoi canali social, per convincere gli oltre sei milioni di italiani che ancora non si sono vaccinati e per suffragare la strategia che ha portato all’obbligo per gli over 50.

I primi segnali dall’entrata in vigore del decreto sono valutati come buoni
, l’89,33% degli italiani sopra i 12 anni si sottoposto alla prima dose e l’86,33 ha completato il ciclo vaccinale. Ma poich poco pi del 10% di over 12 non vaccinati finisce per occupare i due terzi dei posti letto in terapia intensiva e la met dei letti in area medica, in quell’area che puntano a incidere le restrizioni del governo.


La polemica politica non si placa, ma la stretta destinata a continuare.
E il punto di approdo per Draghi l’obbligo vaccinale generalizzato. La strategia del presidente del Consiglio resta improntata a quel gradualismo che ha portato all’introduzione del green pass, all’obbligo per alcune categorie, al certificato vaccinale rafforzato (che esclude il tampone) e ora all’imposizione del vaccino per chi ha compiuto i cinquant’anni. La battaglia politica in cabina di regia e poi in Consiglio dei ministri stata durissima. La Lega ha messo il veto e, come ha raccontato Renato Brunetta al Corriere
, Garavaglia si era alzato e se ne stava andando. Ma poi Mario Draghi ha trattato, mediato e ottenuto il via libera all’unanimit.

Con la stessa (faticosa) dinamica, se dovessero manifestarsi nuove varianti il premier prover a incassare nuovi provvedimenti restrittivi. Nessuna chiusura, nessuna limitazione agli spostamenti tra comuni e regioni, ma altre misure utili a ridurre lo zoccolo duro di no vax.

Le prossime tappe di cui si ragiona sono l’obbligo per gli over 40, il superamento del green pass base (che si ottiene con il tampone) per tutti i lavoratori del pubblico e del privato e, in prospettiva, l’obbligo vaccinale generalizzato. Tutto quello che serve a convincere le persone a vaccinarsi si deve fare, la tesi che Speranza ripete nelle riunioni riservate. Che poi il principio di fondo della strategia di Draghi.

10 gennaio 2022 (modifica il 10 gennaio 2022 | 07:07)



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