Malagò: “Bene Lega su limitazione stadi, ma ora nuovo protocollo”



La Lega Serie A “ha fatto bene a scegliere per la riduzione della capienza degli stadi perché era elevato il rischio che il governo facesse cadere dall’alto la sua decisione”: così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, intervenuto in diretta a ‘Sunday Morning’ su Sky Sport24, commentando la limitazione del pubblico (5000 spettatori) alla luce della nuova ondata Covid. “La Federazione medico sportiva insieme al Coni sta predisponendo un nuovo protocollo- ha aggiunto Malagò- poi chi organizza i campionati ha il diritto-dovere di prendere decisioni”.

Sugli interventi non uniformi di Asl e Tar, il numero 1 del Coni ha sottolineato che così “si perde di credibilità”. Inoltre, “considerando l’aumento dei contagi e le previsioni dei numeri, il calcio doveva giocare d’anticipo. Andavano gestite anche le vacanze di Natale degli addetti ai lavori…”, ha aggiunto Malagò. Molti calciatori, si sa, sono tornati contagiati e molti non hanno ancora fatto la terza dose (cosa aspettano i club a convincerli?). Il n.1 dello sport è in costante contatto con Maurizio Casasco, presidente della Fmsi, la Federazione italiana dei medici sportivi, ed ex consigliere indipendente della Lega (mai sostituito). Casasco è anche conosciuto a stimato a livello di governo, a cominciare da Giorgetti.

I venti presidenti, ieri, hanno cercato di venire incontro alle richieste del governo, che minacciava addirittura di interrompere il campionato: limitare la capienza a soli 5.000 spettatori, anche se per un periodo limitato di due giornate, è di fatto chiudere gli stadi, almeno in alcuni impianti (a Reggio Emilia dove gioca il Sassuolo, Empoli e Venezia no, lì è in pratica è quasi il 50 per cento). Il danno economico è notevole (vedi Spy Calcio del 9 gennaio) per un club: una partita come Milan-Juventus, a capienza piena, vale almeno 4 milioni. Chissà se al governo basta questa limitazione: si scoprirà dopo il summit di mercoledì 12 gennaio. Il neo presidente del Genoa, primario del San Raffaele e medico personale di Berlusconi, il professor Alberto Zangrillo ha rassicurato i colleghi ieri che a fine mese la curva dei contagi calerà drasticamente, ha votato a favore pur ritenendola “frutto di mera demagogia”.

I venti presidenti della A (fosse stato per De Laurentiis avrebbe chiuso il campionato…) sono infuriati, con solo con le Asl, ma anche col governo che già in passato, con gli stadi vuoti, non aveva dato un euro di ristori ai club (tranne pagare in parte tamponi). “Se la pigliano col calcio, non hanno mai visto un mezzo pubblico o un supermercato. Nel calcio entri solo col green pass, altrove chi controlla?”, sostengono i “falchi”. Mercoledì sarà una riunione tesa, parteciperanno anche basket e volley come ha voluto, giustamente, dalla Vezzali, sempre più in prima linea per aiutare lo sport. Non a tutto il mondo del calcio è piaciuta ieri la decisione della Lega maggiore. Altre Leghe, come quella di serie C guidata da Francesco Ghirelli, si sono mosse in anticipo. Sospeso subito il campionato (ma lì obiettivamente è più facile trovare le date per recuperare le partite saltate).

Che succederà mercoledì? Il mondo del calcio si aspetta che il governo spieghi (finalmente) come si fa la quarantena e come si gestiscono i contagiati. In questo caso forse sarebbe risolto il contenzioso con le Asl che dura ormai da troppo tempo. Poi, va aggiornato il protocollo Figc-Cts. “Io sono fiducioso “, ci dice Francesco Ghirelli che ha portato a casa la battaglia per l’apprendistato. Intanto, oggi le Regioni, in vista della riunione domani della commissione salute, propongono un documento unico che ogni Regione si impegnerà poi ad applicare con le proprie Asl, affinché ci sia omogeneità nei provvedimenti sulle dispute delle partite, compresa la serie A. Su questi temi i tecnici stanno prendendo in considerazione l’applicazione del nuovo regolamento sulle quarantene (previsto dal dl 30 dicembre 2021) anche al mondo dello sport, tenendo però presente di alcune difficoltà a cui gli atleti andrebbero incontro, come l’utilizzo delle Ffp2. Su quest’ultimo punto è stato suggerito il ricorso ad un’analisi dello stesso Cts.



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