Serie A, allo stadio solo in 5 mila. Ma il pallone scoppia: buco da mezzo mld


Calcio: assemblea Serie A, solo in 5 mila allo stadio fino al 5 febbraio e trasferte chiuse

La Lega Calcio accoglie l’invito del premier Mario Draghi e riduce le presenze negli stadi. L’assemblea delle societa’ di serie A, “in considerazione della crescita esponenziale dei contagi degli ultimi giorni”, come si legge in una nota, ha deliberato all’unanimita’ la riduzione della capienza degli stadi al limite massimo di 5 mila spettatori per tutte le gare delle proprie competizioni fino al 5 di febbraio, data di ritorno in campo dopo la sosta riservata alle nazionali”. Per questo periodo “non verranno destinati biglietti al settore ospiti proprio per evitare il trasferimento dei tifosi da una città all’altra”. La decisione “testimonia il grande senso di responsabilita’ delle societa’ di Calcio a fronte dello stato emergenziale”, “nonostante il pieno rispetto delle vigenti procedure di sicurezza sempre adottate per il controllo degli accessi allo stadio”. L’introduzione del tetto di spettatori pero’ “necessita di alcuni giorni”, e quindi il provvedimento sara’ effettivo a partire dalla terza giornata di ritorno di campionato (15 gennaio), perche’ per gli incontri della settimana prossima (seconda giornata di Serie A Tim, Supercoppa Frecciarossa e turno infrasettimanale della Coppa Italia Frecciarossa) sono stati gia’ venduti i biglietti.

Il calcio si sacrifica: ma il boom di contagi è arrivato durante la sosta natalizia

Il calcio ha così deciso di autotassarsi dopo la “minaccia” del premier: “Stadi chiusi o stop al campionato”. Eppure, i dati non avevano mostrato la necessità di ridurre così tanto la capienza degli stadi. Scrive la Gazzetta dello Sport: “Stona l’assoluta divergenza tra la decisione presa ieri e i dati scientifici. Particolare non secondario, perché sono sempre stati usati i numeri per sottolineare l’importanza del vaccino e degli altri provvedimenti presi dal Governo per combattere la pandemia.Icontagi sono drasticamente aumentati durante le festività natalizie, tra il 23dicembre e il 5 gennaio”. Vale a dire esattamente durante la sosta di A.

Ma i rischi economici per il sistema calcio sono devastanti

Ora però il pallone rischia di scoppiare. Scrive sempre la Gazzetta dello Sport che “secondo i dati di uno studio della Figc, nella seconda parte della stagione 2019-2020 si sono persi 73 milioni di euro da incassi e 35 da hospitality. Nello scorso campionato le squadre hanno lamentato mancate entrare da stadio per altri 229milioni di incassi e 65 milioni da hospitality. Il totale fa 402 milioni di mancati introiti. A questi si aggiungeranno altri 100milioni circa (è una proiezione molto credibile) di perdite al termine di questa stagione. Un deficit di introiti di mezzo miliardo in due anni, che il calcio non può più sostenere”.

 

 





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