sale l’ipotesi di Draghi. La doppia chiave del Movimento 5 Stelle- Corriere.it


di Roberto Gressi

La sfida interna di Conte e la tela di Di Maio con Pd e centrodestra

In politica, noto, le settimane della Verit sono fatte per essere posticipate, ma quelle che entrano sono comunque giornate nelle quali si cominciano davvero a scaldare i motori per la
corsa al Colle
. Marted il Pd riunisce la segreteria e gioved la direzione con i gruppi parlamentari. Probabilmente venerd tocca al tavolo del centrodestra, che ha come prima portata (piatto unico per ora) il tema della candidatura di
Silvio Berlusconi
. E potrebbe esserci l’assemblea di Coraggio Italia di Luigi Brugnaro, che deve capire se fidarsi e imbarcarsi sulla nave pirata di Italia viva, in riunione permanente, almeno nella mente e nelle mosse di Matteo Renzi, che ha stemperato il suo no a Mario Draghi al Colle. E ancora: prima il gruppo della Camera, e poi l’imprevedibile appuntamento congiunto dei deputati e senatori dei Cinque Stelle, sempre in bilico tra l’essere irrilevanti o determinanti, dato il numero pur sempre prevalente dei loro grandi elettori. E ancora la materia oscura del gruppo Misto, magmatica e quindi mai immobile e dai percorsi quantistici: impossibile sapere insieme, per il principio di indeterminazione di Heisenberg, dove sono ora e a quale velocit si spostano. Ma le grandi manovre sono cominciate, e i nomi ci sono, anche se nessuno li dice ad alta voce, per la paura di restare con il cerino in mano.

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Al Pd tocca in qualche modo la prima mossa. Non ha i voti di altre occasioni, ma ha il compito non scritto di dare le carte per primo, almeno fino a quando il centrodestra continua ad annaspare nelle sabbie mobili del padre nobile. Non un mistero che la prima scelta del segretario
Enrico Letta
sia Mario Draghi. Ma non sar su un nome che chieder il via libera al suo partito, piuttosto su un percorso che punti ad eleggere un capo dello Stato con una larghissima maggioranza, possibilmente gi alle prime votazioni, anche, seppure non solo, per scongiurare gli agguati della variante Omicron. La scommessa quella di evitare la frattura tra una direzione figlia della segreteria di
Nicola Zingaretti
e parlamentari scelti dall’allora leader Matteo Renzi. E di contenere appetiti personali di difficile soddisfazione. Al Nazareno sono convinti che l’opportunit Draghi sia unica e irripetibile. Se per disgrazia non si dovesse riuscire a portarlo sul Colle bisognerebbe scongiurare l’ipotesi che rifiuti di restare a Palazzo Chigi. Deriva certa, si ragiona, se la scelta non cadesse su un candidato di alto livello. Primo tra tutti Sergio Mattarella, che per ha cerchiato di rosso, pi volte, il suo no. Giuliano Amato guardato con rispetto, non scalda i cuori, ma sarebbe difficile vergare un niet se dal centrodestra venisse un endorsement. Poi c’ sempre il rapporto con i Cinque Stelle, con i quali ormai vige il principio della doppia telefonata: la prima con Giuseppe Conte, per non offenderlo, la seconda con Luigi Di Maio, per sapere come stanno le cose.

Silvio Berlusconi non arretra, e con uno che ha fatto Milano 2, Canale 5, un tg alla pari con il Tg1, che ha sconfitto Occhetto e pi che pareggiato con Romano Prodi c’ poco da scherzare. Ma l’irritazione degli alleati che, almeno nei sondaggi, hanno quasi il triplo dei suoi voti, riluce come un faro. Giorgia Meloni non fa mistero di preferire Mario Draghi per il Quirinale. Non tanto nella speranza di andare al voto anticipato, eventualit che appare ormai quasi del tutto tramontata. Quanto nell’ipotesi che le servisse un parafulmine con l’Europa, nell’eventualit possibile se non probabile di aspirare alla guida del governo. Matteo Salvini ha gi dato segni di insofferenza, ha chiesto a brutto muso a Berlusconi se davvero pensa di avere voti sufficienti per s. Ma soprattutto non disposto a tollerare che sia lui, alla fine, a ritirarsi facendo il kingmaker. Il leader della Lega crede gli spetti di diritto di svolgere quel ruolo. Per spingere un candidato di centrodestra, o per indicare Mario Draghi, gi preferito da una buona fetta del suo partito. Specie ora che il premier, in qualche modo, ha accettato di non fare tutto da solo.

Ed ecco i Cinque Stelle, che hanno molta meno intenzione di stare alla finestra di quanto possa sembrare a prima vista. Giuseppe Conte continua a giocare la sua partita per prendere in mano il timone del Movimento. Ma fa i conti con i suoi parlamentari, che a torto o a ragione lo sospettano di cercare l’incidente per andare a elezioni anticipate, con una nuova squadra che a lui risponda, quale che sia il risultato delle urne. In questa chiave va letta la levata di scudi dei senatori, che hanno usato il nome di
Sergio Mattarella
in chiave strumentale. Battaglia aspra e senza pareggio: o Conte la spunta o corre il rischio di trovarsi commissariato all’interno e delegittimato al tavolo dei leader che prima o poi si riunir. Luigi Di Maio continua intanto a tessere la sua tela trasversale, con attenzione sia al Pd che al centrodestra. Primo comandamento: non bruciare le tappe e lavorare a un percorso unitario che porti Mario Draghi al Quirinale.

Dal premier sono arrivati pi segnali che escludono il ricorso anticipato alle urne, strategia garantita da un nuovo governo di unit nazionale a guida tecnica. Con Daniele Franco a Palazzo Chigi pi che Marta Cartabia. Timone in mano a un non politico anche per rendere possibile la permanenza della Lega nella maggioranza. Nei Cinque Stelle si fa strada la convinzione che, a determinate condizioni, Matteo Salvini, almeno in prima battuta, non abbia intenzione di far mancare il sostegno al nuovo governo. Non fosse altro per non esporsi al te lo avevo detto della sua alleata/rivale Giorgia Meloni e per non lasciare l’esecutivo sotto lo scacco permanente di Matteo Renzi. Potrebbe per rompere a settembre, quando i parlamentari, anche i suoi, avranno maturato il diritto alla pensione. Troppo tardi per elezioni oramai gi in vista, ma abbastanza presto per mettere il rapporto grande e lanciare la lunga volata della campagna elettorale, dove, per quanto un po’ appannato, ancora maestro.

8 gennaio 2022 (modifica il 8 gennaio 2022 | 20:30)



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