Covid, Pregliasco: “È un guerra di trincea. Voto al governo? 6 meno meno”


Crisanti dice “non ha senso imporre in questo modo l’obbligo vaccinale ai cinquantenni, anche perché gli effetti si vedranno fra mesi e il virus continuerà a circolare, potevamo chiudere, potevamo fare altri interventi di contenimento e invece…”

Sarebbe stato meglio un obbligo per tutti, a mio avviso. E’ chiaro che è un obbligo simbolico. L’obbligo ha il suo effetto nel momento in cui viene chiesto il Green pass. Sapendo che non puoi vaccinare colui che non si vuole vaccinare. Però devi fare il vaccino senza tante storie   

Andrà come con l’obbligo che c’era al vaccino esavalente per i bambini. Decidi di non fare il vaccino, ti può arrivare la multa, la contesti, eccetera, eccetera…

Si, esattamente

Ma che senso ha distinguere il cinquantenne dal quarantottenne e via di seguito? Perché far fare il vaccino a persone che hanno gli anticorpi alti, altissimi o sono già immunizzati, persone che per patologia sono esenti o che per alcune patologie andrebbero esentate…

Allora… è chiaro che sarebbe stato meglio metter l’obbligo per tutti, a mio avviso. Vero è che la disquisizione su alcune cose c’è ma anche nei vaccini per i bambini non si fanno le analisi. E’ una fisima adesso… quelli che hanno gli eventi avversi sono rari… sono situazioni particolari. Diciamo che è vero: chi ha avuto la malattia un po’ di eventi avversi più pesanti ce li ha. Però come si fa a fare una disquisizione per dire questo sì e questo no?

Abbiamo però visto dalle analisi di Ema sulle reazioni avverse che non sono pochi i deceduti o coloro che hanno avuto reazioni avverse gravi…

Non è che sono così tante…

L’ultimo numero che dà Ema è di 8077 deceduti post vaccino…

A fronte però di quanti milioni di dosi di vaccini?

Sì, con milioni di dosi ma ci sono…

Poi bisogna vedere se è un’analisi in prima fase o specifica. Anche in Italia, Aifa scrive che sono 608-609 ma poi sono 7 quelli verificati

Sui quei 608-609 deceduti ho chiesto ad Aifa: “Scusate ma voi avete fatto delle autopsie per verificare questi numeri che date, che si sostenga la tesi a favore o contro, cioè vogliamo conoscere la verità di quanto sta accadendo”. Non sono state fatte autopsie. Ma avrebbe senso avere dei protocolli di intervento diversi, ma lo dico in generale, anche per evitare che la gente ci finisca proprio in ospedale. Anche la famosa medicina territoriale, non le cure fai da te, ma la medicina territoriale, quella vera, dove è finita?

Eh… noi lo sapevamo già che ci sarebbe stato un caos, al di là di buone prassi e di modi di tutelare la salute, il modello Italiano è ancora quello del “medico di famiglia” e “ospedale”. La stessa Regione Lombardia già stava lavorando prima del Covid a quella che era la gestione dei cronici, la presa in carico… Ma di fatto il Covid ha dimostrato questa debolezza in una fase storica. Poi i medici di famiglia spesso vogliono stare per i fatti loro…

Lo abbiamo capito dai riscontri, anche se tanti di loro si sono mossi in modo molto diverso, la maggioranza dei medici di famiglia è sparita dai radar perché col Covid quasi nessuno più visita le persone, neanche le ausculta… E dopo tante parole anche nel PNRR non c’è un euro per la medicina di prossimità alla persona…

E’ dal ‘78 che ci dovevano essere i distretti, dalla legge 833 era previsto questo. C’è un po’ la lobby dei medici di famiglia che è trasversale all’arco costituzionale e anche extra istituzionale, un po’ altre lobby del settore…

Ma non può morire la gente, non possiamo morire noi, perché c’è una questione di potere! E’ una follia! Per mesi io stesso ho scritto del modello della Corea del Sud: dopo una o due ore che hai il sospetto di avere il Covid ti arriva a casa un medico preparato e protetto, ti visita, ti isolano e ti curano e le persone non finiscono in ospedale. Non hanno fatto un minuto di lockdown e hanno 5000 decessi da quando è iniziata la pandemia. Per questo poi la gente si fida delle istituzioni…

E’ chiaro che lì c’è stato un approccio proattivo, una cosa notevole che non accade nelle nostre democrazie

Ma la Corea del Sud è una democrazia…

Ma siamo lì, sono molto inquadrati… c’è un atteggiamento diverso della popolazione. Se le istituzioni dicono una cosa poi non scherzano. Qui invece, ma anche in Francia in tutto l’Occidente, in tutta l’Europa. la gente è meno proattiva. Qui addirittura c’è il dubbio del complotto in chi fa le cose (ride)

Non c’è il complotto, vedo un problema di visione e approcci diversi. Ma tornando a Crisanti, lui diceva “aumenteranno i contagi e non faremo altro che intasare gli ospedali e non ha senso fare un’operazione del genere”…

Secondo me quanto fatto ci sta. Si doveva fare. È stata fatto in modo tardivo ma è un argomento che finalmente si è sdoganato, non so come dire. Ma se dovessimo dare un voto, a questo intervento, è da 6 meno meno come giudizio. E’ una mediazione politica, in un contesto molto allargato, dove alla fine un’azione impopolare non piace nessuno e ognuno cerca di intestarsi una piccola cosa. Allora c’è chi ha salvato quelli delle piscine, c’è quell’altro che ha salvato non so quale settore (ride)…

Mamma mia… Ma non si poteva prima prepararli adeguatamente e poi obbligare i medici di base a visitare le persone a casa, come fanno in Corea del Sud intendo, ed evitare tutto il caos?

Nella prima fase sono stati devastati, un po’ di gente è anche morta…

Sì, sì… certo, non erano preparati…

… l’elemento fondamentale è che i medici di base mancano. In molte regioni mancano. Molti sono anche andati in pensione

Forse bisognava intervenire in modo militare su quel fronte lì, con assunzioni, andarci con forza?

Andava fatto in una fase precedente. Finora la medicina di famiglia era quasi una seconda scelta, rispetto alla parte ospedaliera e il medico di famiglia è anche un ruolo che si è perso. Anche se è così importante non ha quell’appeal, tutti vogliono fare… il neurochirurgo

Sì… ho capito… un disastro. Che previsioni fa lei adesso, per quanto sia possibile fare una previsione?

L’apertura delle scuole sarà uno scempio, consolidando quello che è già successo. In famiglia ci si è già infettati durante le feste e anche i bimbi si sono infettati o hanno infettato. Adesso andranno a scuola… E’ tipico… Sono uno dei pochi che può vantare esperienza nell’andamento epidemiologico dell’influenza e delle infezioni respiratorie. Ho sempre detto: basta con i bracci e abbracci. Sembra una piccola cosa ma non lo è. E l’apertura delle scuole porta il classico periodo dell’inizio dell’influenza. Ora su questa fase si è inserito anche il Covid. Dobbiamo considerare questa pandemia come le onde di un sasso in uno stagno, con variazioni sul tema. Se il virus fosse rimasto più stabile avremmo avuto un’onda non così imponente, ma qui avendo un virus con una contagiosità pazzesca ci ritroviamo, in questa fase, come se un altro sasso fosse finito nello stagno

Però mi sembra si usino anche strumenti pratici inadeguati. Al di là del vaccino, va bene il vaccino, ma ci saranno anche altri strumenti che si possono utilizzare o no?

I trasporti come si fa ad aumentarli? Sarebbe bello ma è impossibile. Oppure: la ventilazione controllata con i sistemi di disinfezioni, bello ma ha a che costi? Pazzeschi e i tempi di reazione sono lunghi. Anche i medici… siamo in pochi. Ci vogliono 10 anni per riaverli

Forse lì ci voleva un piano di reclutamento imponente…

Ma come fai!? Non ci sono i medici avendo dando un filtro di chiusura iniziale all’ingresso nelle università

Quindi in qualche modo, ci dice, siamo costretti a questo delirio… ho capito bene?

Siamo in una situazione emergenziale e subiamo danni che non riusciamo a governare. In fondo nell’Europa dell’Est è andata peggio. Lì le istituzioni hanno un po’ lasciato andare le cose con conseguenze non ottime sulla gente, ma forse hanno risolto più rapidamente la cosa. Gli approcci sono tre: c’è quello cinese o anche coreano, quello cinese è ancora più dirigistico ovviamente, chiamiamolo così (ride). Poi c’è quello dell’Europa dell’Est o del Sud del mondo, come ad esempio l’Africa che è rimasta meno colpita perché sono più giovani, quindi hanno una mortalità inferiore. Poi c’è il nostro sistema, quello europeo, dove abbiamo scelto un meccanismo di mitigazione. Si è detto: governiamo un equilibrio in cui isoliamo i casi. E’ stata questa la nostra scelta politica, al di là degli equilibrismi, anche perché non c’è un manuale, facciamo qualcosa sapendo che se lasci andare tutto la curva sale come una montagna. Per nostra cultura e per come è fatto il nostro mondo, siamo costretti ad una guerra di trincea per continuare a far andare le vite, l’economia e il resto. Se chiudiamo poi ci ritroviamo i partiti che devono proteggere questi e quelli. Non è semplice. La guerra di trincea continua.





Source link