Draghi, lunedì la conferenza stampa per spiegare il decreto sull’obbligo vaccinale- Corriere.it


di Monica Guerzoni

Luned la conferenza stampa del premier dopo la rinuncia a incontrare la stampaal termine dell’ultimo sofferto Consiglio dei ministri

Da pi parti gli chiedono di assumere un’iniziativa politica e, prima ancora, di rompere il silenzio sulla strategia per rallentare la corsa del virus. E Mario Draghi, dopo giorni di riflessione, ha deciso di spiegare pubblicamente l’ultimo contrastato decreto con cui l’Italia indica all’Europa la via dell’obbligo vaccinale, sia pure dai 50 anni di et. Luned il presidente del Consiglio si presenter davanti ai giornalisti e risponder ai tanti interrogativi, tecnici e politici, sollevati dal provvedimento. Sar la prima conferenza stampa dell’anno e la prima dopo il 22 dicembre, quando il capo del governo ha alzato lo sguardo verso il Quirinale e si definito un nonno al servizio delle istituzioni.

Da allora, la maggioranza di unit nazionale non pi la stessa. Il nervosismo nei partiti andato crescendo e, in modo inversamente proporzionale, la voglia di governare insieme non ha fatto che calare. Fino a mercoled, quando la Lega arrivata a minacciare l’uscita dall’esecutivo. Comprensibile che Draghi sia preoccupato per le tensioni e forse anche deluso dall’atteggiamento di alcuni ministri.

Visto il clima tutt’altro che festivo, il 5 gennaio il premier ha rinunciato a incontrare la stampa per illustrare il decreto, nonostante il (sofferto) via libera all’unanimit. La scelta di inviare davanti alle telecamere, nottetempo e in esterna, i ministri Bianchi, Brunetta e Speranza, stata dettata dall’ora tarda e dal decreto ancora in fieri, ma stata molto discussa, perch ha rafforzato l’immagine di una maggioranza in conclamata crisi di identit. Ieri, la decisione del cambio di passo. Alla paura di scandire in pubblico una parola di troppo, a Chigi subentrata la convinzione che solo Draghi possa diradare le nebbia, sulla lotta al Covid e sulla vita del governo. Il presidente parler nel giorno in cui entrano in vigore le nuove norme, il 10 gennaio. E difender il decreto, che per lui non un compromesso politico, una mediazione intelligente per fermare l’assalto agli ospedali e proteggere gli italiani.

Se la mediazione stata parecchio sofferta, si sappia che non stato solo per i veti della Lega e del Movimento. Draghi rimasto molto sorpreso, per non dire irritato, dalla nota diffusa dal Pd prima di entrare in cabina di regia. Perch pressare il governo sull’obbligo vaccinale generalizzato, sapendo bene che la Lega sarebbe salita sulle barricate? L’argomento non sul tavolo, ha reagito con disappunto Draghi stoppando Franceschini e compagni.

Se a volte l’ex presidente della Bce avrebbe solo voglia di rifugiarsi nel buen retiro di Citt della Pieve, per questo genere di veti e di trattative, che sempre pi spesso si spiegano solo alla luce delle manovre per il Quirinale. Restare a Palazzo Chigi a ogni condizione, come sembrano aspettarsi alcuni leader e molti parlamentari, per lui una richiesta inaccettabile. Io posso reggere solo una maggioranza larghissima, la consapevolezza che Draghi va confidando in questi giorni ai suoi interlocutori. Non rester ad ogni costo, non potr restare se la maggioranza dovesse spaccarsi e restringersi sul voto del Quirinale. Se resta per guidare una maggioranza larga e solida. Se resta per governare, risolvere i problemi e uscirne a testa alta. Se invece le forze politiche pensano solo alla strettoia del Colle e poi alle future elezioni, amministrative e politiche, chiaro, ragiona Draghi con i suoi, che la maggioranza non pi salda. Qualcuno nell’entourage del premier va oltre e rivela il sospetto che i partiti abbiano una gran fretta di liberarsi di questo signore.

Il dilemma delle segreterie politiche non solo l’identikit del successore di Mattarella, ma il nome di colui, o colei, che dovr sostituire Draghi nel caso fosse eletto capo dello Stato. Il premier sbaglia se pensa di poter scegliere il suo successore, l’avviso che arriva da Forza Italia. Un esponente berlusconiano del governo la mette cos: A noi Franco e Cartabia non stanno bene, n potremo mai sostenere un governo Di Maio o Franceschini. Se Salvini si sfila, se ne va anche Berlusconi…. anche da questo genere di altol che Draghi, a volte, avrebbe voglia di fuggire.

8 gennaio 2022 (modifica il 8 gennaio 2022 | 07:15)



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