Quirinale, a Berlusconi mancano 20-25 voti (senza contare i renziani…)


Quirinale, ultimissimi rumor sulla partita del nuovo Presidente. I calcoli di Arcore

Silvio Berlusconi ci crede. Ci crede davvero. Mancano 17 giorni al primo scrutinio a Montecitorio per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica e, anche se ufficialmente sarà un vertice del Centrodestra che si terrà probabilmente la prossima settimana a ufficializzare la discesa in campo dell’ex Cavaliere, la sua candidatura è una certezza. Fonti autorevoli di Forza Italia spiegano che “la partita è apertissima”. Quasi sicuramente le prime tre votazioni andranno a vuoto con molte schede bianche per tenere coperti i giochi e le trattative.

Ma dal quarto scrutinio, quando basteranno 505 voti per andare Quirinale, Berlusconi (che non sarà tra i grandi elettori a Montecitorio come era stato invece ipotizzato nei giorni scorsi) le proverà tutte. Al momento – spiegano fonti ai massimi livelli – si stimano tra assenti per Covid o quarantena e franchi tiratori 20-25 defezioni nel Centrodestra. Forza Italia, assicurano, è granitica, così come Lega e Fratelli d’Italia. Anche l’Udc è fortemente convinta e schierata al fianco dell’ex Cav, qualche problema potrebbe forse arrivare da Coraggio Italia, ma in molti assicurano che non tradiranno il fondatore del Centrodestra.

Ci sono poi i voti in arrivo e le stime che si fanno ad Arcore e nel quartier generale di Forza Italia sono di 25-30 parlamentari M5S pronti a votare Berlusconi, sia per evitare le urne (praticamente certe con Mario Draghi al Colle) sia per le aperture (apprezzate) verso il Movimento e il reddito di cittadinanza. C’è poi il Gruppo Misto, sia Camera che Senato, dal quale – spiegano le fonti – potrebbero arrivare altri 30 voti per il leader azzurro, non solo da parte di ex grillini.

Qualche scheda per Silvio, tra 5 e 10, potrebbe poi aggiungersi addirittura dal Partito Democratico e in particolare dagli ex renziani Dem, sia come schiaffo a Enrico Letta e alla sinistra del Pd che si prepara al ritorno dell’odiato Massimo D’Alema sia per scongiurare le elezioni anticipate con il segretario che farebbe terra bruciata attorno alla corrente che fu del numero uno di Italia Viva, attualmente maggioranza nei gruppi parlamentari. In sostanza, al netto dei renziani, secondo i calcoli di Arcore aggiornati al 7 gennaio mancano 20-25 voti per eleggere Berlusconi Capo dello Stato.

Appunto, Renzi. Finora Italia Viva ha escluso di votare per l’ex Cav, ma secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it ci sarà prima del 24 gennaio un incontro riservato faccia a faccia tra lo stesso Renzi e Berlusconi, probabilmente nella abitazione romana di Silvio. Lì tutto può accadere, si aprirà una “trattativa” che includerà ovviamente anche il Colle. Difficile pensare a un passaggio dei renziani nel Centrodestra, ma ogni ipotesi è sul tavolo visto che con il ritorno dei dalemiani-bersaniani di Articolo 1 nel Pd, e l’alleanza con i 5 Stelle di Giuseppe Conte, la distanza tra Italia Viva e Letta è ormai incolmabile. “Basterebbero una trentina di renziani che votano Silvio e la presidenza arriva alla quarta votazione“, spiegano fonti del Centrodestra. Appunto, tutto è possibile e tra gli azzurri serpeggia un cauto ottimismo.





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