Trieste, Liliana aveva due sacchetti legati al collo. Morte da soffocamento


Trieste, morte Liliana: ricerche nelle case abbandonate della zona

Resta un giallo la morte di Liliana Resinovich, la donna di Trieste di 63 anni scomparsa da 20 giorni e ritrovata senza vita in un bosco alla periferia della città. Gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi, dal suicidio all’omidicio. La testa – si legge sul Corriere della Sera – era avvolta in due sacchetti, legati attorno al collo, di quelli utilizzati per conservare frutta e verdura nel frigo, che potrebbero far pensare a una morte da soffocamento. Nessun segno di colluttazione o di violenza, nemmeno sul collo. Un paio di occhiali che erano sul posto del ritrovamento e che corrisponderebbero a quelli visti nelle foto della donna, e le caratteristiche fisiche del corpo, compatibili con quelle della ex dipendente regionale scomparsa, lasciano pochi dubbi sull’identità della vittima.

Ma la Procura – prosegue il Corriere – preferisce dare la conferma dopo un esame più approfondito e l’autopsia, che verrà disposta oggi ed eseguita entro lunedì. L’esame è anche il punto chiave per scoprire le cause della morte. L’esame del medico legale dovrebbe dare risposta, tra i tanti quesiti aperti, anche alla domanda su quanto tempo il corpo sia rimasto nel boschetto. Pure su questo elemento ci sono alcuni dubbi: il cadavere non mostrava le condizioni di un corpo fermo lì da una ventina di giorni, ma ci sono da considerare le fredde temperature registrate nei giorni scorsi, che potrebbero aver rallentato il processo di decomposizione. Ieri mattina gli agenti hanno iniziato a passare al setaccio gli edifici abbandonati nella zona del ritrovamento.

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