le mille contraddizioni del Movimento 5 Stelle- Corriere.it


Dichiarazioni pubbliche, indiscrezioni, prese di posizioni interne in assemblea: una situazione complessa e frammentaria che vede il leader Giuseppe Conte in difficolt

Una, nessuna o forse pi probabilmente centomila: sono le posizioni del Movimento sulle prossime elezioni per il Quirinale. Dichiarazioni pubbliche, indiscrezioni, prese di posizioni interne in assemblea danno il quadro di una situazione che definire complessa e frammentaria sembra quasi un eufemismo. E cos la situazione del partito con il pi alto numero di parlamentari chiamati a scegliere il prossimo capo dello Stato inizia a suonare come un’incognita che rischia di pesare sul destino del Paese.

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Siamo compatti, assicurano a pi riprese le fonti ufficiali. Ma basta leggere le dichiarazioni dei singoli per avere uno spaccato della situazione. Solo dieci giorni fa Giuseppe Conte ribadisce: Non so che intenzioni abbia Draghi, ma candidarsi al Colle appare improprio, non la vedo una sua autocandidatura. L’ex premier apre all’idea di una donna al Colle, suggestione ripresa anche dai vice, a partire da Paola Taverna che si dichiara assolutamente favorevole. Peccato per che la rosa dei nomi che circola nei palazzi non convinca i gruppi M5S e l’ex ministro
Vincenzo Spadafora
non a caso interviene: Ho letto anche nomi che non credo siano votabili per il Movimento. La candidatura al femminile vacilla e torna alla ribalta il nome di Draghi. Il premier resti a Palazzo Chigi, dice prima di Natale il capogruppo alla Camera Davide Crippa. E il concetto viene ribadito da tutti i maggiorenti Cinque Stelle, rimasti sulla stessa posizione dopo una prima apertura a novembre poi rientrata. Stefano Patuanelli, per, intervistato dal Corriere, precisa: Nessuna preclusione per Draghi al Colle. Ipotesi in contrasto con Sergio Battelli — Il presidente del Consiglio Mario Draghi deve continuare il suo lavoro a Palazzo Chigi insieme alla squadra che ha creato — mentre Stefano Buffagni sottolinea come il premier sia una risorsa per l’Italia.

E mentre si discute sul ruolo di Draghi,
i senatori in assemblea chiedono di sostenere un Mattarella bis
. Interviene allora il vicepresidente Michele Gubitosa —
che nei giorni scorsi ha lanciato l’ idea di sostenere un nome di centrodestra
— per replicare ai senatori: Mattarella stato sempre ed il primo nome che il M5S voterebbe per il Quirinale. Un’uscita per rimarcare come sia un’ipotesi irrealizzabile vista la volont del presidente di non rimanere al Colle oltre alla scadenza del suo mandato. Nel pensiero dei senatori non c’ niente di nuovo , per Mattarella noi abbiamo il massimo rispetto, dicono i vertici del Movimento. Le chat interne intanto ribollono e nelle prossime ore attesa un’assemblea congiunta di deputati e senatori che sta gi infuocando gli animi. Fonti parlamentari commentano: Manca solo l’apertura a Berlusconi, del resto Conte ha gi detto che ha fatto cose positive. Nel caos generale, fa da contraltare il silenzio di Luigi Di Maio. Nell’ultima intervista al Corriere il ministro degli Esteri non a caso aveva commentato: Bisogna proteggere Draghi dai giochi di palazzo.

4 gennaio 2022 (modifica il 4 gennaio 2022 | 12:17)



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