Secondo IBM sono i CIO a guidare la trasformazione digitale delle imprese


Il ruolo del CIO è sempre più importante per lo sviluppo strategico e organizzativo delle imprese che investono in tecnologia. A metterlo nero su bianco è IBM, nello studio 2021 CIO Study: The CIO Revolution, realizzato intervistando 5.000 manager in 45 Paesi differenti. Ma come mai solo ora si scopre il ruolo chiave di questa figura tecnica? Lo spiega Kathryn Guarini, Chief Information Officer di IBM: “la pandemia di COVID-19 ha accelerato la necessità di disporre di applicazioni di intelligenza artificiale e cloud ibrido per gestire i processi di business più critici. Nell’era post-pandemica, il ruolo della tecnologia non è mai stato così critico e spetta ai CIO determinare la strategia, abbattere i silos interni e guidare l’agilità e l’innovazione in ogni segmento di business“.

Non solo tecnici: i CIO sono i responsabili dell’innovazione

Spesso si tende ad associare alla figura di Chief Information Officer ruoli chiave, ma molto tecnici, come la gestione dei servizi IT fondamentali per l’azienda. Il CIO però non si limita a far funzionare l’infrastruttura di rete, ma è responsabile dell’adozione di quelle nuove tecnologie che possono dare una spinta al business. È lui che decide quando le tecnologie sono abbastanza mature da adottarle. E se sino a due anni fa i CIO non sembravano del tutto convinti dall’intelligenza artificiale come strumento per ottimizzare i flussi di lavoro, oggi la percezione è cambiata ed è cresciuto del 560% il numero di manager convinto che l’IA sia ormai una tecnologia matura, in particolare in settori come l’IT, la finanza, la produzione

cio report ibm

Un altra tecnologia sempre più adottata e apprezzata dai CIO è il cloud ibrido, presupposto fondamentale per attivare progetti basati sull’intelligenza artificiale. Anche in questo caso, rispetto al 2019 si è visto un incremento del 700% dei responsabili che ritengono questa tecnologia ormai sufficientemente matura.

CIO e dipendenti: due visioni distanti

L’aspetto più interessante analizzato dal report IBM è lo scollamento fra la percezione dei CIO e quella dei dipendenti sul tema del lavoro ibrido. La stragrande maggioranza degli intervistati ha infatti dichiarato di aver attivato soluzioni per garantire il lavoro da remoto, così da assicurare la continuità del business durante la crisi scatenata dal Covid, ma meno di 1 CIO su 4 (23%) è convinto che le forme di lavoro ibrido si affermeranno. Se si ascoltano i dipendenti, però, la situazione si ribalta: il 65% infatti afferma di preferire il lavoro da remoto o, se non possibile, in modalità ibrida

cio remote work

Questa differenza di visioni non va sottovalutata: il rischio è che se non si soddisfano le esigenze dei lavoratori, questi possano andare a lavorare in aziende che garantiscono loro maggiore libertà con gli orari e la sede lavorativa. 



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