Un miliardario cinese ha abbandonato Ethereum per protesta


Ethereum miliardario cinese

Qualche giorno fa il miliardario cinese Su Zhu, CEO di Three Arrows Capital, ha dichiarato sul proprio profilo Twitter personale di aver abbandonato Ethereum.

Su Zhu e la protesta contro le fee elevate 

Zhu, che in passato aveva supportato Ethereum, ha sostenuto che Ethereum abbia abbandonato i suoi utenti di recente, pertanto lui avrebbe abbandonato Ethereum come forma di protesta. 

Il problema da lui sollevato sono le fee molto elevate on-chain che non consentono ai nuovi arrivati di effettuare le prime operazioni a costi accettabili.

In effetti negli ultimi sei mesi la mediana del costo delle fee per transazione sulla blockchain Ethereum è schizzata da 2$ ad oltre 20$, rendendo di fatto impossibile effettuare transazioni on-chain con importi contenuti. 

Basti pensare che nel medesimo periodo la mediana del costo delle fee sulla rete Bitcoin è scesa da 3$ a 0,6$, soprattutto grazie alle transazioni off-chain con Lightning Network. 

Per Ethereum le soluzioni second layer tipo LN non sono ancora molto utilizzate, mentre il passaggio alla Proof-of-Stake che dovrebbe ridurre le fee è ancora distante qualche mese. 

La questione sollevata da Zhu è assolutamente lecita, anche perchè si stanno facendo strada blockchain alternative con fee molto inferiori, tipo Solana. 

Lightning Network per Su Zhu la soluzione migliore

Tuttavia in un tweet successivo il miliardario cinese ha ammesso di aver scritto il suo precedente tweet in preda alle emozioni, ed ha ammorbidito la sua posizione sostenendo che in realtà non si tratta di un vero e proprio abbandono. 

In questo secondo tweet auspica di fatto un’adozione di massa delle soluzioni basate su second layer anche per Ethereum. 

Il successo clamoroso di Lightning Network, spinto soprattutto dall’adozione di massa in El Salvador del wallet Chivo, ha mostrato chiaramente la reale portata dei benefici di questo tipo di soluzioni, per molto tempo osteggiate da buona parte della community di Ethereum che riteneva le transazioni on-chain intrinsecamente migliori. 

Ethereum miliardario cinese

Le nuove blockchain decentralizzate

Quando si tratta di importi bassi, o bassissimi, le transazioni on-chain presentano troppi vincoli, non ultimo quello della velocità di esecuzione. Le soluzioni basate su second layer non solo riducono drasticamente i costi, ma anche le tempistiche di esecuzione, aprendo nuove possibilità di sviluppo semplicemente non possibili su blockchain decentralizzate e sicure. 

Inoltre visto che con l’aggiornamento Taproot del protocollo Bitcoin – che ha introdotto anche le firme Schnorr – le potenzialità di LN sono ulteriormente aumentate, è possibile che questo tipo di soluzione non si limiterà solamente a favorire lo scaling delle transazioni crypto, ma che invece apra le porte a nuove innovazioni ancora mai viste fino ad ora. 

Se ciò avvenisse, è impossibile che qualcosa di simile non venga introdotto anche su Ethereum. 

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