Banca Mediolanum, la creatura senza sportelli di Doris fondata con Berlusconi


Il diploma di ragioneria e poi i primi passi da bancario itinerante in Banca Antoniana di Padova e Trieste

Il Dna di assoluto innovatore nell’industria del risparmio Ennio Doris l’ha sempre avuto. Fin dagli inizi quando appena diplomato in ragioneria, il giovane Doris entrò alla Banca Antoniana di Padova e Trieste, ma anzichè stare allo sportello iniziò a girare porta a porta tra i clienti, la maggior parte dei quali erano contadini e mediatori veneti di bestiame, che avevano difficoltà ad andare in banca negli orari d’ufficio. Si recava dai clienti per portare soldi o consegnare assegni e tra un appuntamento e l’altro conobbe anche la moglie, Lina Tombolato.

Forse in quegli anni affinò la sua empatia con le persone, di qualsiasi rango sociale. Un personaggio chiave nella vita di Doris fu Gianfranco Cassol, compagno di scuola e pivot per le scelte importanti della sua vita. Mentre Doris girava per le campagne e costruiva la vita del bancario, Cassol lo spinse a fare di più. Così non appena l’imprenditore Dino Marchiorello gli propose di diventare il direttore generale delle sue officine meccaniche Talin, accettò subito cambiando lavoro e ritmi. Anni dopo fu di nuovo il suo amico Cassol e indicargli una nuova strada, semplicemente raccontando che nel frattempo era diventato promotore finanziario e che lavorava a provvigione.

Il lavoro di promotore in Fideuram e in Dival

“Una parola magica, provvigione: tutto dipenderà da me”, pensò in quel momento Doris, come ha raccontato anni dopo. Così si butto’ anima e corpo nel nuovo impegno, prima in Fideuram e poi in Dival. In pochi anni divenne responsabile di metà dei venditori della Dival. Ma qualcosa lo spingeva ancora: voleva trovare il modo di creare una sua rete di raccolta dei risparmi delle famiglie, anche di quelle più umili, spesso tagliate fuori dai servizi di gestione, riservati solamente a chi vantava patrimoni consistenti. Ma non aveva grandi risorse.

Nel 1981 l’incontro con Silvio Berlusconi

La fortuna fu dalla sua parte quando lesse un’intervista a Silvio Berlusconi su Capital, dove l’imprenditore milanese esortava chiunque avesse idee brillanti a presentargliele. E ancora di più fu dalla sua parte quando incontrò davvero Berlusconi, in piazzetta a Portofino. Era il 1981. Doris parlò in breve del suo sogno nel cassetto, tornando a casa con la promessa di un appuntamento. Quando rivide Berlusconi, Doris descrisse nei dettagli il suo progetto, ma soprattutto gli disse che avrebbe messo sull’impresa tutti i suoi risparmi accumulati fino a quel giorno e frutto del suo duro lavoro, in modo da essere socio alla pari.

Programma Italia e il lancio di Mediolanum

Cosi’ nel 1981 fu fondata la società Programma Italia, la prima rete italiana a offrire consulenza nel risparmio gestito, posseduta pariteticamente da Doris e dalla Fininvest di Berlusconi. La società crebbe velocemente, diventando Mediolanum nel 1994. Nel 1996 fu quotata a Piazza Affari e l’anno successivo divenne banca. Un passaggio, quest’ultimo, affatto scontato visto che Berlusconi avrebbe dovuto ridurre la propria presenza nel capitale (per legge non era possibile controllare aziende e banche al tempo stesso).

Per altro nel frattempo il Cavaliere era entrato in politica. Nacque così la prima banca italiana senza sportelli, vicina ai clienti attraverso il telefono, un modello che all’epoca funzionava soltanto in Gran Bretagna. Più tardi, a seguito di un viaggio in America, Doris comprese che oltre al telefono sarebbe stato Internet il perno del suo istituto. Banca Mediolanum, dalla sua nascita, e’ cresciuta senza tregua. Oggi da’ lavoro solamente in Italia a oltre 2.300 persone e vanta masse gestite e amministrate per oltre 104 miliardi di euro. Nei primi nove mesi del 2021 ha registrato 375,8 milioni di euro di utile netto.

A Piazza Affari, la creatura di Doris oggi vale quasi 6,6 miliardi di capitalizzazione di mercato.





Source link