FMI: El Salvador non dovrebbe usare Bitcoin come valuta legale


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Continua la battaglia tra il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ed El Salvador, in particolare riguardo l’adozione di Bitcoin come valuta a corso legale. 

L’insistenza del Fondo Monetario Internazionale

L’FMI da tempo aiuta El Salvador con prestiti di favore, dato che il paese è ancora in via di sviluppo ed in passato ha avuto problemi finanziari. Probabilmente il fatto che, in teoria, El Salvador possa aver trovato un’alternativa non piace affatto a questi “prestatori di ultima istanza”. 

Inoltre l’FMI da tempo ha espresso pareri contrari all’adozione di Bitcoin in generale, mentre già a giugno aveva espresso preoccupazioni per la decisione di El Salvador. 

Tali preoccupazioni per ora si sono rivelate irrilevanti, ma Bitcoin è valuta legale nel paese a tutti gli effetti solamente da due mesi e mezzo. 

A giugno l’FMI però non si era limitata a sollevare delle preoccupazioni, ma il suo Direttore del Dipartimento delle Comunicazioni, Gerry Rice, ricordando che l’anno scorso il Fondo concesse un prestito di emergenza al Paese per aiutarlo ad affrontare l’emergenza sanitaria, mise di fatto in discussione l’erogazione di un nuovo prestito. 

La città Bitcoin senza tasse

Il fatto è che qualche giorno fa il Presidente di El Salvador ha addirittura annunciato l’idea di creare una nuova città praticamente senza tasse, tranne che l’IVA, grazie a Bitcoin, e questo deve aver incrementato le preoccupazioni dell’FMI. 

Infatti il giorno successivo ha pubblicato una dichiarazione con la quale ribadisce le sue preoccupazioni riguardanti l’adozione di Bitcoin come moneta a corso legale. 

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Secondo l’FMI El Salvador non dovrebbe utilizzare Bitcoin

Le preoccupazioni dell’FMI per la scelta di Bitcoin in El Salvador

Nel documento l’FMI scrive che l’incertezza a medio termine riguardante l’emissione di obbligazioni sovrane per acquistare Bitcoin e finanziare investimenti infrastrutturali è molto alta, ed in questo molto probabilmente ha ragione, visto non solo che il valore di Bitcoin è volatile ma anche perché non vi è alcuna certezza che possa crescere. 

Inoltre pone anche una questione riguardante la vigilanza, ovvero di fatto domandandosi se il Paese sia in grado di rispettare le norme anti-riciclaggio. 

Pur ammettendo che sistemi di pagamento digitali come Chivo (il wallet Bitcoin governativo basato su Lightning Network) hanno il potenziale per rendere i pagamenti più efficienti, migliorare l’inclusione finanziaria e sostenere la crescita, l’FMI sottolinea i rischi riguardanti la protezione dei consumatori, l’integrità finanziaria e la stabilità finanziaria dovuti all’elevata volatilità del valore reale di Bitcoin. 

Dal Fondo Monetario Internazionale sostengono anche che il suo utilizzo dia luogo a sopravvenienze passive fiscali, e per questo motivo sostengono che Bitcoin non dovrebbe proprio essere usato come moneta a corso legale. 

Anzi, chiedono esplicitamente a El Salvador di modificare le proprie leggi ed il funzionamento del wallet Chivo. 

Il potere del Fondo Monetario Internazionale

Questa richiesta ha un forte retrogusto antidemocratico, e sembra indicare che il Fondo presuma di aver potere sulle leggi di Paesi sovrani. Invece non risulta affatto che, perlomeno in teoria, il Fondo Monetario Internazionale abbia tali poteri. Si potrebbe addirittura arrivare ad ipotizzare che stia cercando di acquisirli, in modo totalmente estraneo dalle comuni pratiche democratiche. 

Alla luce di tutto ciò è davvero difficile immaginare che il reale scopo dell’FMI sia quello di aiutare i salvadoregni, mentre sembrerebbe più probabile un tentativo in atto di utilizzare il proprio potere per condizionare addirittura la politica di uno Stato che, in teoria, da questo punto di vista dovrebbe essere libero. 

Il Fondo Monetario Internazionale oltretutto non è un organismo democratico, e nessun popolo lo ha autorizzato esplicitamente ad imporre modifiche alle proprie leggi, o alle leggi di altri paesi. Pur essendo formalmente controllato dai governi di 190 Stati, in realtà la sua politica risulta essere spesso fortemente condizionata da quei pochi Stati che hanno forte potere politico e finanziario, tanto che non ha mai avuto un direttore che non fosse europeo. 

Quella in atto sembra a tutti gli effetti una specie di guerra combattuta senza armi fisiche, ma a colpi di denaro, tra un sistema finanziario estremamente potente a livello globale, ed un piccolo paese sovrano del centro America che ha deciso di provare a percorrere altre strade. Per quanto queste strade possano essere rischiose, se non azzardate, il paese dovrebbe essere a tutti gli effetti libero di percorrerle, anche a costo di rimetterci. 

In altre parole il Fondo Monetario Internazionale non dovrebbe avere il potere di bloccare le politiche democratiche di un paese libero, sebbene nel caso di El Salvador siano stati sollevati dubbi sull’effettiva democraticità del proprio sistema di governo, tanto che il suo Democratic Index non è quello di una vera e propria democrazia, ma solamente di un cosiddetto “regime ibrido”.

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