Anche Nintendo prende posizione sul caso molestie in casa Activision Blizzard


Dopo Sony e Microsoft, anche Nintendo prende posizione sulla vicenda che sta interessando Activision Blizzard e pi in particolare il CEO Bobby Kotick. Secondoun articolo del WSJ, il massimo dirigente sarebbe stato a conoscenza dei numerosi casi di molestie sessuali all’interno dell’azienda, di averli coperti e persino di esserne stato protagonista.

Doug Bowser, boss di Nintendo of America, ha espresso tutta la sua delusione in una nota interna trapelata sul sitoFanbytee poi successivamenteconfermata dalla stessa Nintendo. “Insieme a tutti voi ho seguito gli ultimi sviluppi riguardanti Activision Blizzard e le continue segnalazioni di molestie sessuali e tossicit all’interno dell’azienda. Trovo i report angoscianti e inquietanti. Sono in contrasto con i miei valori e convinzioni, i valori e le politiche di Nintendo“.

“Ogni azienda del settore deve creare un ambiente in cui tutti siano rispettati e trattati da pari a pari, e in cui tutti comprendano le conseguenze di non farlo”, si legge in un altro passaggio dell’email interna.

Nel frattempo, Bobby Kotick avrebbe dichiarato ai suoi colleghi che potrebbe dimettersi qualora i problemi interni all’azienda non potranno essere risolti “con rapidit”. Secondo Stephen Totilo di Axios, se Kotick dovesse uscire di scena potrebbe comunque “cadere in piedi”, arrivando a ottenere 292 milioni di dollari di buonuscita, anche se molto dipender dalle motivazioni.

Nel frattempo il consiglio di amministrazione di Activision Blizzard ha annunciato di aver costituito un “Comitato per la responsabilit sul luogo di lavoro” (Workplace Responsibility Committee), inizialmente composto da due amministratori indipendenti, per sovrintendere ai progressi nell’attuazione delle nuove politiche, procedure e impegni volti a migliorare la cultura sul luogo di lavoro ed eliminare ogni forma di molestia e discriminazione all’interno dell’azienda.

“L’amministratore delegato Bobby Kotick, insieme al Chief People Officer e al Chief Compliance Officer fornir frequenti aggiornamenti sui progressi al comitato, che informer regolarmente l’intero consiglio. Il comitato ha il potere di avvalersi di consulenti esterni, incluse figure legali indipendenti, per assisterli nel proprio lavoro”, si legge nella nota.


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