TIM, il fondo KKR vuole l’operatore italiano. Il Governo alla finestra


Il fondo KKR (Kohlberg Kravis Roberts & Co. L.P.) vuole TIM. Gli statunitensi, già partner della telco italiana in Fibercop, hanno avanzato l’intenzione “non vincolante e indicativa” di effettuare una possibile operazione sulle azioni di TIM attraverso un’offerta pubblica di acquisto (OPA) sul 100% delle azioni ordinarie e di risparmio della Società, volta al delisting.

Il prezzo indicato da KKR, da pagare interamente per cassa – da considerarsi allo stato, oltre che non vincolante, anche meramente indicativo – sarebbe pari a 0,505 euro per azione ordinaria o risparmio. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, “a quello livello di prezzo la capitalizzazione complessiva del gruppo sarebbe pari a circa 10,8 miliardi rispetto ai 7,5 miliardi (azioni di risparmio incluse) di venerdì con le azioni ordinarie a 0,3465 euro e le risparmio a 0,3505 euro”.

La manifestazione d’interesse sarebbe soggetta alla condizione del raggiungimento della soglia di adesione minima del 51% del capitale sociale di entrambe le categorie azionarie.

KKR ha dichiarato che l’OPA è “amichevole” (e non ostile) e, secondo quanto riportato in una nota del Consiglio di Amministrazione di TIM riunitosi nelle scorse ore, “aspira ad ottenere il gradimento degli amministratori della società e il supporto del management. Essa è, allo stato, condizionata tra l’altro allo svolgimento di una due diligence confirmatoria di durata stimata in quattro settimane, nonché al gradimento da parte dei soggetti istituzionali rilevanti (“key government stakeholders” – la Società è soggetta ai poteri speciali, c.d. Golden Power, dell’Autorità di Governo).

Il Governo, per l’appunto, fa sapere di aver “preso atto dell’interesse manifestato per TIM da investitori istituzionali qualificati. L’interesse di questi investitori a fare investimenti in importanti aziende italiane è una notizia positiva per il Paese. Se questo dovesse concretizzarsi, sarà in primo luogo il mercato a valutare la solidità del progetto”.

“TIM è il maggiore operatore di telefonia del Paese. È anche la società che detiene la parte più rilevante dell’infrastruttura di telecomunicazione. Il Governo seguirà con attenzione gli sviluppi della manifestazione di interesse e valuterà attentamente, anche riguardo all’esercizio delle proprie prerogative, i progetti che interessino l’infrastruttura”.

“L’obiettivo del Governo è assicurare che questi progetti siano compatibili con il rapido completamento della connessione con banda ultralarga, secondo quanto prefigurato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con gli investimenti necessari nello sviluppo dell’infrastruttura, e con la salvaguardia e la crescita dell’occupazione”.

“In questa prospettiva, si è ritenuto che a seguire i diversi aspetti della vicenda sia un Gruppo di lavoro composto dagli esponenti di Governo titolari delle competenze istituzionali principalmente coinvolte, oltre che dalle Amministrazioni e da esperti”.

La proposta di KKR arriva in un momento critico per TIM e il suo AD Gubitosi. Al momento la scelta di investire nel calcio con DAZN non sta dando i frutti sperati e il valore del titolo in Borsa è prossimo ai minimi.



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