il momento magico del tennis italiano, anche senza Berrettini – Libero Quotidiano



Federico Strumolo

«È stato un anno fantastico, pieno di emozioni, vittorie, sconfitte dolorose e purtroppo infortuni. Proprio questi ultimi sono la ragione per la quale non potrò partecipare alla Coppa Davis di quest’ anno». La stagione più importante della carriera di Matteo Berrettini, con il picco della finale a Wimbledon (persa solo contro il più forte del mondo Novak Djokovic), si conclude in anticipo: troppo delicato l’infortunio all’addome accusato durante le Atp Finals di Torino, per rischiare una ricaduta durante la Davis (in programma da giovedì 25 novembre al 5 dicembre, l’Italia giocherà il girone a Torino contro Stati Uniti e Colombia), e magari compromettere l’inizio del 2022.

RIPARTIRE PIÙ FORTE – «È inutile dirvi quanto per me questi ultimi giorni siano stati dolorosi e deludenti, tra tutti gli scenari possibili questo sicuramente è quello più difficile da digerire – continua il 25enne romano sui suoi profili social -. Mi fermo, sì, ma solo per ripartire più forte e per regalare a me stesso e a tutti voi vittorie ed emozioni ancora più grandi. La nostra squadra è una delle più forti mai schierate e sono sicuro che porterà molto in alto i colori della nostra bandiera». Ed è proprio dalle ultime parole scritte da Berrettini che deve ripartire la squadra capitanata da Filippo Volandri (in carica da quest’ anno, dopo aver sostituito Corrado Barazzutti). Perché il forfait del numero 1 italiano, e 7 del mondo, è certamente una brutta notizia, ma che non deve scalfire la fiducia azzurra. D’altronde, dopo anni difficili, in cui il tennis tricolore era aggrappato alle imprese delle nostre magnifiche donne, da Francesca Schiavone (vincitrice del Roland Garros nel 2010) a Flavia Pennetta (campionessa dello Us Open nel 2015), o alle giornate buone del fortissimo, ma discontinuo, Fabio Fognini, ora la sensazione è che l’Italia possa anche permettersi l’assenza della sua stella. Nonostante il forfait di Matteo, infatti, il pubblico italiano può sognare con una pattuglia di tennisti dal potenziale enorme, per il presente e per il futuro. Primo fra tutti Jannik Sinner, che grazie alla vittoria alle Finals contro Hubert Hurkacz (nel secondo incontro sconfitta contro Daniil Medvedev) da lunedì sarà numero 10 al mondo, ma anche l’altra promessa azzurra Lorenzo Musetti (Jannik ha 20 anni, Lorenzo 19), oltre alle due certezze Lorenzo Sonego (26 anni e numero 27 del mondo) e Fabio Fognini (34 anni e 37 Atp). Anzi, in particolare per Sinner l’appuntamento torinese può essere un’occasione per responsabilizzarsi, dovendo guidare la squadra italiana come uomo di punta del singolare (nel doppio, poi, potrà dare una mano anche Simone Bolelli, convocato in sostituzione di Berrettini). Certo, un grattacapo per Volandri e soci è rappresentato dalla superficie, cemento indoor, che si preannuncia più lenta rispetto a quella delle Finals (nonostante l’arena sarà la stessa: il Pala Alpitour), ma comunque non ideale per i nostri. Al di là di Sinner, dopotutto, il campo veloce non offre le condizioni preferite dagli altri azzurri, rispetto agli americani, principali antagonisti nel gruppo E (più abbordabile, invece, la Colombia: la prima andrà ai quarti di finale). Ma, in fondo, con questa squadra non c’è da aver paura, tocca solo godersi lo spettacolo.





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