Iveco-Cnh, scissione effettiva a inizio ’22. Obiettivo 17mld di ricavi nel ’26


Iveco-Cnh, scissione dal primo gennaio: obiettivo ottimizzare costi e capitale

Dal 1° gennaio 2022 la scissione di Iveco Group da Cnh Industrial sarà effettiva e, due giorni dopo, avverrà il collocamento in Borsa. È la notizia più importante contenuta nel documento diramato oggi dalla società. Lo spin-off era stato annunciato la prima volta in occasione del Capital Markets Day del 3 settembre 2019.

“Le ragioni presentate allora per la scissione – si legge nella nota – rimangono valide e seguono il completamento di un profondo processo di revisione del portafoglio prodotti, tenendo conto, tra l’altro, di considerazioni relative alla strategia, agli investitori e alle sinergie”.

Obiettivo dichiarato è la separazione delle attività on-highway, cioè mezzi pesanti che possono però circolare sulle strade a scorrimento veloce che andranno in capo a Iveco e off-highway, cioè le macchine per l’agricoltura e le costruzioni.

“Questa revisione – si legge ancora nella nota della società – ha evidenziato che le attività “On-Highway” e “Off-Highway” hanno requisiti normativi ed esigenze dei clienti differenti e sono impattate in modo diverso dalle accelerazioni dei megatrend industriali. La scissione ambisce a massimizzare la focalizzazione e la flessibilità del management, allineare le priorità di investimento e gli incentivi, soddisfare meglio le rispettive esigenze aziendali e ottimizzare la struttura dei costi e del capitale di ciascuna società, favorendo una crescita redditizia”.

Iveco, obiettivo 17 miliardi di ricavi nel 2026. Utile compreso tra i 600 e gli 800 milioni 

Il quinquennio 2022-2026 è quello che la società non esita a definire di “cambio di passo”. Alla fine del periodo, le attese sono di ricavi netti dalle attività industriali che oscilleranno tra i 16,5 e i 17,5 miliardi di euro, in aumento di (almeno) 4,7 miliardi rispetto al bilancio del 2019. Il Cagr atteso è del 5%. Il margine Ebit dovrebbe arrivare al 6%, con un incremento di oltre il 50% rispetto al 2019, quando si registrò un margine del 3,6%. Anche l’utile dovrebbe aumentare in maniera significativa, passando dai 300 milioni del 2019 a una forchetta compresa tra i 600 e gli 800 milioni

A seguito della scissione, Iveco Group diventerà la holding di un gruppo globale leader nel capital good, impegnato nella produzione di veicoli industriali, commerciali, autobus e per la difesa. Proprio quest’ultimo comparto era stato uno dei motivi – oltre al prezzo – per cui era saltata la vendita di Iveco ai cinesi di Faw, di cui si era iniziato a parlare alla fine del 2020 e che era definitivamente tramontata nel 2021.

Il ministro Giorgetti, infatti, non aveva visto di buon occhio che un gruppo cinese potesse mettere le mani sulla divisione deputata alla produzione – come ebbe a dire lo stesso titolare del Mise – “di mezzi pesanti su gomma di interesse strategico nazionale”.

“Nell’ambito della scissione e per effetto della legge – si legge ancora nella nota della società -, ciascun titolare di azioni ordinarie nel capitale sociale di Cnh Industrial riceverà un’azione ordinaria ogni cinque azioni ordinarie di Cnh dallo stesso detenute al 31 dicembre 2021”. Qualora l’azionista detenga anche azioni a voto speciale nel capitale sociale di Cnh Industrial, per effetto della legge riceverà un numero di azioni a voto speciale nel capitale sociale della società che è pari al numero di azioni ordinarie per le quali sarà iscritto nel Registro Speciale.

Iveco firma il The Climate Pledge: emissioni zero entro il 2040. Focus sul gas naturale 

Come sarà la nuova Iveco? Sicuramente avrò un occhio di riguardo all’ambiente. Oggi infatti è arrivata anche la firma su the Climate Pledge, l’impegno per raggiungere zero emissioni nette di anidride carbonica entro il 2040, con 10 anni di anticipo rispetto all’accordo di Parigi.

Per l’anno prossimo è previsto lo sviluppo di motori a combustibili alternativi di nuova generazione funzionanti a gas naturale liquefatto e compresso (LNG e CNG) compatibili con il biometano, per ridurre ulteriormente le emissioni di CO2 e il Costo Totale di Esercizio. Ci si focalizzerà inoltre sulle tecnologie dei motori a gas naturale per ottenere emissioni di ossidi di azoto sempre più basse.

Il 2023 sarà l’anno di debutto del Daily elettrico e di una gamma completa di autobus elettrica. L’anno successivo sarà realizzata una nuova gamma pesante “full electric” e a celle. Nel 2030, infine, ci sarà l’implementazione di tecnologie di trasmissione alternative (elettriche/ibride) su tutti i veicoli, per raggiungere una riduzione del 50% delle emissioni di CO2.





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