le Regioni in pressing sul governo- Corriere.it


di Adriana Logroscino

Fedriga chiede un incontro «urgentissimo» a Draghi: «Preoccupati per le ricadute del contagio sulle feste». Franceschini e Brunetta: «Giusto distinguere tra chi si vaccina e chi si tampona»

Così, per bocca del presidente della conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga che governa il Friuli-Venezia Giulia, chiedono un incontro «urgentissimo» a Mario Draghi. Per rivedere il sistema delle restrizioni. «Vogliamo un incontro urgente con Draghi — dice Fedriga al termine della riunione con la ministra agli Affari regionali Mariastella Gelmini —. Ci preoccupano il peggioramento dello scenario di rischio epidemiologico in alcune aree e la ricaduta che potrebbe avere sulla ripresa economica e sulle attività sociali».

La proposta già avanzata da Fedriga, ma fatta propria da Eugenio Giani (Toscana), Giovanni Toti (Liguria), Attilio Fontana (Lombardia), Roberto Occhiuto (Calabria), Arno Kompatscher (Provincia di Bolzano) è quella di imporre le limitazioni che scattano in caso di zona gialla o arancione, ai soli non vaccinati. Come avviene in Austria e potrebbe avvenire presto in Germania. «Le regole vigenti — spiega ancora Fedriga — furono adottate quando non c’erano tanti vaccinati né il green pass. È necessaria una riflessione di governo e Regioni sulla loro tenuta oggi».

Di parere opposto il segretario della Lega, Matteo Salvini: «Il modo più sicuro per individuare un positivo è il tampone». Quindi invita a non essere precipitosi: «Non siamo nelle condizioni dell’Austria o della Germania. Non roviniamo il Natale agli italiani». Gelmini invece promette un incontro a breve. Forse già lunedì. Data in cui si potrà anche iniziare a somministrare la terza dose agli over 40: l’anticipazione è stata comunicata ieri dal commissario Francesco Figliuolo. «Il vaccino — ribadisce il ministro Roberto Speranza — è lo strumento principale contro il virus».

L’ipotesi di divieti differenziati, però, da ieri ha arruolato anche tre esponenti del governo. «L’andamento del contagio deve spingerci a misure più rigorose — spiega il ministro della Cultura, Dario Franceschini, Pd — è giusto distinguere tra chi ha il green pass perché vaccinato da chi lo ha perché ha fatto un tampone». Renato Brunetta (FI) è anche più netto: «Gli irriducibili devono essere reclusi ed esclusi dalla vita collettiva e dall’economia». Andrea Costa, sottosegretario alla Salute (Noi con l’Italia) contempla la possibilità: «Se una Regione passa in zona arancione, piuttosto che chiudere attività commerciali, dovrebbe dare la possibilità solo a chi è vaccinato di frequentare ristoranti, cinema, teatri».

Il tampone potrebbe restare utile al fine del green pass per accedere al posto di lavoro. La linea nelle Regioni è maggioritaria. Ma non unanime. Il presidente dell’Emilia -Romagna, Stefano Bonaccini (Pd), giorni fa suggeriva: «Discutiamo del modello austriaco». Dubbi sull’applicabilità di questa misura dal presidente del Veneto, Luca Zaia (Lega). E Francesco Acquaroli, presidente delle Marche (FdI) è contrario: «Inutili ulteriori restrizioni, creerebbero solo tensioni tra cittadini».

18 novembre 2021 (modifica il 18 novembre 2021 | 21:48)



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