Cnh, allarme carenza di chip: chiusi gli stabilimenti produttivi in Europa


Cnh Industrial, chiusura temporanea siti produttivi in Europa: pesa la carenza dei chip

Cnh Industrial chiuderà temporaneamente diversi dei propri siti produttivi di macchine agricole, veicoli commerciali e sistemi di propulsione in Europa, a causa delle interruzioni alla catena di fornitura e della carenza di componenti chiave, in particolar modo semiconduttori. La società, si legge nella nota, “rivede costantemente i propri piani di produzione per rispondere a questo contesto altamente volatile e programma di chiudere gli impianti interessati per non più di otto giorni lavorativi nel mese di ottobre”. Cnh Industrial, inoltre, “rimane costantemente impegnata a ottimizzare le operazioni produttive al fine di rispondere alla continua forte domanda e servire al meglio i propri concessionari e clienti”.

Intanto a Piazza Affari il titolo di Cnh Industrial rimane debole, collocandosi tra i peggiori del  Ftse Mib. “Non specificando quali siano gli impianti coinvolti non riusciamo a identificare quale sia la divisione più colpita (immaginiamo i veicoli commerciali di Iveco che generano in Europa oltre l’80% del fatturato)”, commentano gli analisti di Equita in una nota. A livello di gruppo, l’Europa nel 2020 rappresentava il 49% dei ricavi.

“In ogni caso, aggiungono gli analisti, la notizia non ci sorprende dopo il warning di Traton del mese scorso e la sequela di notizie negative da parte di produttori di auto e di componenti per auto”. Così come per il settore auto “la performance di breve verrà penalizzata da minori volumi (anche se riteniamo su scala più ridotta), ma ciò non compromette l’equity story alla luce del trend positivo dei principali mercati di riferimento in quanto la domanda dei clienti finali resta sostenuta“, conclude Equita, che ha un giudizio buy sul titolo con target price a 18,5 euro.





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