“Green Pass, a primavera non servirà più. Si tornerà a vivere come prima”


“Stiamo vivendo un’altra onda emozionale, come tutte quelle che abbiamo visto dall’inizio di questa storia. Non c’erano mascherine, non c’era il vaccino anti-influenzale, non c’erano i tamponi, c’era il lockdown. I momenti in cui le emozioni sono particolarmente alte toccano le persone”. Così il virologo Fabrizio Pregliasco, membro del Cts della Lombardia, commenta con Affaritaliani.it la vigilia dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà del Green Pass da venerdì 15 ottobre.

“La grande maggioranza degli italiani ha aderito alla campagna di vaccinazione, c’è una minoranza rumorosa contraria al Green Pass che sfoga le sue paure contro le istituzioni. All’inizio serviranno circa 800mila tamponi al giorno e al massimo finora siamo arrivati a 380mila, ma oggi abbiamo una grande disponibilità di materiali anche se meno di personale. Dopo un primo periodo di difficoltà ritengo che si andrà verso un rasserenamento, anche perché stiamo vedendo finalmente la luce in fondo al tunnel. Comunque – spiega Pregliasco – ritengo che si debba restare fermi all’input iniziale, no ai tamponi gratuiti per i non vaccinati e obbligo del Green Pass per tutti i lavoratori. Anche perché il tampone è solo un’istantanea di un processo che ha come obiettivo la vaccinazione contro il Covid”.

Quando saremo finalmente fuori da questa emergenza e potremo dire addio anche al Green Pass? “Dobbiamo considerare quest’inverno come l’ultima battaglia e se non ci saranno nuove varianti pericolose, perché va valutata la diffusione del virus nel mondo e non solo nel nostro Paese, in primavera potremo tornare a vivere quasi normalmente, anche grazie ai nuovi farmaci anti-virali”. Se va tutto bene, in primavera addio anche al Green Pass? “Assolutamente sì, se non ci sono ostacoli o novità negative in inverno, in primavera si torna a vivere quasi come prima della pandemia”, conclude il virologo.





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