Mediobanca,Nagel incassa l’ok dei proxy alla proposta del Cda sulla governance


Alberto Nagel incassa l’ok di tutti i proxy advisor sulla modifica statutaria relativa alla governance di Mediobanca. In vista dell’assemblea degli azionisti di Piazzetta Cuccia del prossimo 28 ottobre ISS, Frontis e Glass Lewis hanno pubblicato le loro raccomandazioni di voto destinate agli investitori istituzionali, titolari del 45% del capitale della società. Tutti i proxy raccomandano di sostenere, votando a favore, sia le politiche di remunerazione sia la proposta del Cda di Mediobanca relativa alle modifiche di governance.

Quest’ultima prevede l’eliminazione del vincolo statutario che prevede la presenza di tre dirigenti del gruppo all’interno del consiglio e l’aumento della rappresentanza destinata alle minoranze (fino a un massimo di 3 consiglieri) con un posto riservato ai rappresentanti degli investitori istituzionali. Una novità, quella del posto riservato agli investitori istituzionali, che viene introdotta per la prima volta in una società quotata e su cui Assogestioni ha espresso a Repubblica parere positivo definendola “una soluzione a maggior garanzia del mercato che introduce una nuova best practice nella governance italiana”.

La proposta del Cda sulle governance era stata resa pubblica venerdì dopo che la Delfin di Leonardo Del Vecchio, oggi azionista di Mediobanca con il 18,9%, aveva precedentemente richiesto un’integrazione dell’ordine del giorno assembleare presentando a sorpresa una proposta di modifica delle governance che mirava ad aumentare a quattro i posti in consiglio riservati alle liste di minoranza con uno sbarramento al 5% per la seconda lista di minoranza.

Una proposta che il Cda della merchant bank, riunitosi venerdì scorso per valutare la richiesta di integrazione, ha ritenuto non adatta alla “rappresentanza degli investitori istituzionali” e “in contraddizione rispetto all’evoluzione degli assetti proprietari, alla capacità del mercato di monitorare l’andamento della banca” e “al dichiarato obbiettivo di Delfin di diversificare ulteriormente la composizione del board aumentando la quota di pertinenza delle minoranze e il numero delle liste rappresentate”.

Di qui la proposta alternativa elaborata dal consiglio che nel giro di poche ore è rimasta l’unica proposta sul tavolo dal momento che nella serata di venerdì Delfin ha deciso per la marcia indietro ritirando la proposta fatta. Per quello che concerne le politiche di remunerazione, tutte da approvare secondo i proxy advisor, viene rilevato che la remunerazione fissa della presidenza è superiore a quella della media del mercato e tuttavia, rileva Frontis, “non e’ cambiata negli ultimi dieci anni almeno e non è possibile diminuire la remunerazione fissa di un dipendente senza diminuire le sue responsabilità”.

 





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