«Voglio rifare un vero Centro»- Corriere.it


L’ex presidente della Regione Sicilia con un suo partito che richiama la vecchia Dc ha ottenuto ottimi risultati e ora vuole lavorare ad un nuovo soggetto politico

Dopo la condanna per favoreggiamento a Cosa nostra, Totò Cuffaro, un tempo governatore della Sicilia, non può ricoprire incarichi pubblici o politici, ma può stare “in regia”. E infatti, scontata la pena, scendendo in campo nelle elezioni di domenica e lunedì scorso con un partitino che richiama la vecchia Democrazia cristiana, s’è appena preso una rivincita attestandosi in alcuni comuni su una media del 5 per cento: “Pronti a rifare un vero Centro”. Un rivincita non solo contro la sinistra, ma anche in tre Comuni dove s’è imposto nel contropiede interno al centrodestra superando Forza Italia e tenendo testa a Terra Bellissima, la formazione dell’attuale presidente della Regione Nello Musumeci.

Il ritorno di Vasa Vasa

E’ il ritorno di Cuffaro sulla scena, anche se forse non se ne è mai andato, vista la folla che si raduna quando compare alle presentazioni dei suoi libri, o a funerali e matrimoni dove non c’è mascherina e procedura anticovid che tenga perché i baci, i vasa vasa, si sprecano. La città del suo piccolo exploit è Favara, dieci minuti dalla Valle dei Templi, dove la “Democrazia cristiana nuova” è risultata addirittura secondo partito, con il 10,26%. Superata d’un soffio solo da “Diventerà Bellissima” (10,43%). Ma lasciando la lista degli azzurri col nome di Berlusconi a poco sopra il 5 per cento. Cuffaro ha eletto consiglieri anche a Giarre, in provincia di Catania, dove ha ottenuto il 5,45%, anche qui superando Forza Italia, bloccata al 4,39%, sotto la soglia di sbarramento, rimasta così fuori dal consiglio comunale.

Un «allievo» come sindaco

Risultato per lui soddisfacente a Caltagirone, dove la lista democristiana ha sfiorato il 6% entrando quindi in Consiglio, ma superando di oltre un punto “Diventerà Bellissima” che rimane fuori dal municipio. Anche se gli è andata male a San Cataldo, a due passi da Caltanissetta, è contento per avere superato lo sbarramento a Noto e Adrano. Riflette sul futuro Cuffaro, nel suo casale, immerso fra i vigneti della provincia di Catania, a San Michele Ganzaria, dove già pensa alle prossime elezioni. A cominciare dalla scelta del candidato di centro destra per la conquista della poltrona di Leoluca Orlando a sindaco di Palermo. Sa che in pol position per la sua area c’è l’ex rettore di Palermo Roberto La Galla, attuale assessore all’Istruzione di Musumeci. E allunga la sua ombra: “Parliamone, lo stimo, è stato mio… allievo”. Già, suo assessore regionale alla Sanità. Cuffaro lo sottolinea pensando pure alle Regionali del prossimo anno quando, anche all’interno del centro destra, alcuni non tiferanno per il replay di Musumeci. Partita aperta. E uno dei giocatori con la posta del 5 per cento potrebbe essere il paladino siciliano di “Nessuno Tocchi Caino”, l’organizzazione internazionale che lotta per l’abolizione della pena di morte e, più in generale, per i diritti dei detenuti. Tema che gli sta a cuore, dopo avere riconquistato la libertà di stare, almeno, “in regia”.

13 ottobre 2021 (modifica il 13 ottobre 2021 | 14:17)



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