OVHcloud down a poche ore dall’IPO: cos’è successo?


Mattinata “intensa” per OVHcloud e chi ha un sito o un servizio ospitato sui suoi datacenter. Migliaia di siti sono diventati irraggiungibili inspiegabilmente, ma la situazione è fortunatamente in via di risoluzione: niente paura, nessun datacenter in fiamme come avvenuto a marzo, bensì un errore umano come confermato dalla stessa azienda francese.

“Nella mattinata del 13 ottobre alle 9:12 CET, abbiamo eseguito interventi su un router nel nostro datacenter a Vint Hill negli Stati Uniti e questo ha portato a disordini su tutta la nostra rete“, si legge in una nota diffusa. “Questi interventi erano mirati a rinforzare le nostre protezioni anti-DDoS, attacchi che sono stati particolarmente intensi nel corso delle ultime settimane”.

Il router è stato isolato alle 10:15 e da allora i servizi stanno gradualmente tornando alla normalità, così come i siti. OVHcloud sta verificando insieme ai clienti che tutto stia filando liscio. “Ci scusiamo sinceramente con tutti i clienti colpiti da questo incidente e ci impegniamo a essere più trasparenti possibili sulle cause e le conseguenze di questo episodio”.

Diversi utenti su Twitter hanno attaccato l’azienda. “Per riassumere: avevano bisogno di fare manutenzione per rafforzare la loro protezione contro gli attacchi DDoS, ma invece di farlo di notte per non impattare sulla maggior parte dei clienti in Europa, OVH ha deciso di farlo alle 10 del mattino, il momento più strategico della giornata”, scrive uno. Altri hanno invece preso la notizia con filosofia, sottolineando che se cadono servizi come WhatsApp, allora può capitare anche a OVHcloud. “La cosa principale è imparare la lezione“, scrive un utente.

Il problema si verifica a due giorni dalla presentazione della IPO (offerta pubblica iniziale) con la quale OVHcloud intende quotarsi alla borsa parigina. L’azienda punta a raccogliere 350 milioni di euro con l’IPO, fissando il prezzo per azione a 18,50-20 euro per una quotazione valutata 3,5-3,74 miliardi di euro.

OVHcloud è il secondo più grande fornitore di servizi cloud-based europeo dopo T-Systems di Deutsche Telekom in base alle rilevazioni di Synergy Research.





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