Le Borse di oggi, 12 ottobre 2021. L’inflazione spaventa i mercati: i listini Ue chiudono in rosso, Milano tiene a +0,2%


MILANO – Le Borse europee chiudono deboli, appesantite ancora dai timori dei mercati per i rialzi dell’inflazione legati al prezzo dell’energia. Il focus degli investitori questa settimana è puntato domani sulla pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione del comitato di politica monetaria e soprattutto sulla diffusione sul dato sull’inflazione Usa a settembre, da cui proprio la banca centrale Usa potrebbe trarre indicazioni importanti per definire il timing delle prossime decisioni.

L’Europa parte fiacca poi si risolleva solo in parte in corso di seduta. Milano alla fine tiene meglio delle altre e segna +0,2%: in evidenza le Poste al nuovo record storico, con un prezzo di chiusura di 12,32 euro. Il nuovo massimo del titololdetermina un ritorno per l’azionista (total shareholder return) di oltre il 150% rispetto alla sua prima quotazione, risalente al 2015, e che segna, soltanto nel corso di quest’anno, un ritorno del 52%. Londra perde lo 0,23%, Francoforte cede lo 0,36% mentre Parigi scende dello 0,34%. Wall Street è più convinta: quando gli scambi Ue sono terminati, il Dow Jones segna un rialzo dello 0,16% dopo due sedute consecutive in calo e lo S&P 500 dello 0,1%. Il Nasdaq che nei primi istanti era in calo, avanza dello 0,19%. Seduta in calo anche per l’Asia, in scia alla giornata negativa vissuta ieri a Wall Street, con Tokyo che si è fermata -0,94%.

Chiusura in lieve calo per l’euro sopra quota 1,15 dollari. La moneta unica viene scambiata a 1,1546 dollari e a 131,13 yen. Dollaro/yen a 113,60. In calo a 101,2 punti lo spread tra Btp e Bund tedeschi, dopo aver aperto a 104,8 punti. Un miglioramento registrato dopo che il Fmi ha aggiornato le previsioni sul Pil italiano sull’anno, rivisto in rialzo al 5,8%, ossia 0,9 punti in più rispetto a luglio. Oggi si registra anche il collocamento del primo green bond da parte della Commissione europea.

Tornano a salire i prezzi del petrolio, che continua a viaggiare ai massimi da 8 anni. il greggio Wti segna 80,67 dollari (+0,19%) e il Brent sale a 83,89 dollari (+0,29%).

Rimasto fuori dai radar nelle ultime settimane, avanza anche il Bitcoin, posizionato in mattinata oltre quota 57 mila dollari, ai massimi da cinque mesi. A commentare i recenti rialzi è stato anche il numeor uno di Jp Morgan Jamie Dimon, che già in passato si era espresso con scetticicismo sulla criptovaluta. “Personalmente, credo che il Bitcoin non abbia un valore”, ha detto nel corso dell’evento dell’Institute of International Finance che si è tenuto ieri, seguito da CNBC Pro. Ma, ha aggiunto, “non voglio essere un portavoce, non mi interessa. Per me non fa alcuna differenza. I nostri clienti sono adulti e non sono d’accordo. Ed è questo quello che fa il mercato. Dunque, se vogliono avere accesso alla possibilità di acquistare Bitcoin, noi – che non ne abbiamo custodia – possiamo comunque dar loro un accesso legittimo e il più possibile pulito”.



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