«Contatti con i talebani per affrontare la crisi, ma non significa un loro riconoscimento»- Corriere.it


Le parole del premier in conferenza stampa al termine del G20 dedicato all’Afghanistan

«Affrontare la crisi umanitaria richiederà contatti con i talebani, ma questo non significa un loro riconoscimento. Bisogna prendere atto che sono stati giudicati per ciò che hanno fatto, non per ciò che hanno detto». Lo ha detto il premier Mario Draghi, in conferenza stampa al termine del G20 dedicato all’Afghanistan, alla fine della quale si è espresso anche sullo scioglimento di Forza Nuova.

«La prima risposta contro il terrorismo è la cooperazione. Non so quale sia la natura esatta del rapporto tra il governo talebano e l’Isis. L’impressione è che non siano veramente tanto amici, ricordiamo tra l’altro la bomba alla moschea, i talebani non hanno certamente gradito. Molte considerazioni ci suggeriscono che dovremo capire meglio cosa sta succedendo» ha aggiunto Draghi.

Come ha spiegato sul Corriere Lorenzo Cremonesi, le componenti più moderate dei talebani vorrebbero rispettare gli accordi raggiunti con gli americani a Doha, per cui l’Afghanistan non tornerà ad ospitare le basi dell’estremismo jihadista, come invece accadeva sino a due decenni fa. Ma le correnti più radicali mantengono tutt’ora stretti legami con Isis.

Articolo in aggiornamento…

12 ottobre 2021 (modifica il 12 ottobre 2021 | 17:40)



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