«Il fascismo cominciò mettendo fuori legge le forze politiche»- Corriere.it


di Cesare Zapperi

I leader del centrodestra chiudono insieme la campagna elettorale a Trieste. La leader di FdI: «Il killeraggio è la tecnica della sinistra»

Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani, i leader del centrodestra insieme per la chiusura della campagna elettorale a Triste, ma il tema rimane quello degli scontri di sabato a Roma e in particolare l’ipotesi di mettere fuorilegge Forza Nuova. Per il segretario della Lega non se ne parla: «Sento che c’è qualcuno che vuole mettere fuori legge forze politiche, chi parla di fascismo deve ricordarsi che proprio il fascismo nacque mettendo fuori legge chi non la pensava come loro, organizzazioni sindacali e altri». La leader di Fratelli d’Italia respinge le accuse: «Sta succedendo di tutto, vedete le menzogne, il killeraggio, è la tecnica della sinistra, che usa sempre, provare a rendere l’avversario più impresentabile di loro, visto che loro non possono rendersi presentabili. Ma è una cosa impossibile».

Meloni non ci sta a finire, seppur indirettamente, nel mirino: «A Roma era Forza Nuova, certo, è una matrice fascista, a Milano erano anarchici, una matrice antifascista, la violenza è sempre violenza o va condannata solo da una parte? Noi abbiamo condannato senza se e senza ma qualsiasi forma di violenza, ma sta al ministero dell’Interno di impedire che queste cose accadano». Poi la presidente di Fratelli d’Italia si concentra sulle elezioni di domenica e lunedì: «La partita è aperta però bisogna essere concentrati. Qui il Pd è sceso, i 5 Stelle sono stati azzerati mentre Fratelli d’Italia ha più che triplicato il suo consenso e vi ringrazio per il riconoscimento. In questa campagna elettorale sta succedendo di tutto e voi lo vedete, vedete le menzogne, è la stessa tecnica che la sinistra usa sempre, siccome loro non possono rendersi presentabili cercano di rendere il loro avversario più impresentabile di loro ma è impossibile . C’è qualcuno che in Italia fa battaglie per la libertà, per i diritti dei cittadini, per il diritto di voto, di libertà di opinione, di lavorare come di andare a scuola mentre c’è chi parla di altro».

Sul ballottaggio di Triste interviene anche Salvini: «Domenica si vota. Qualcuno vota sul passato. Vi do uno scoop, oggi qui a Trieste: fascismo e comunismo sono stati sconfitti dalla storia e non tornano più. Non veniamo a fare campagna elettorale a Trieste senza parlare di piazze, strade, lavoro. Dall’altra parte ci sono nostalgici titini, negazionisti delle foibe: è curioso farsi dare lezioni di democrazia da chi non riconosce quelle migliaia di morti». A chiudere gli interventi quello del vicepresidente di Forza Italia Tajani: «Questa è una città ben governata, che ha un sindaco ben diverso dagli altri. Penso che il sindaco Dipiazza non sia il sindaco del centrodestra, ma di tutti i cittadini di Trieste. Il sindaco non deve aiutare gli amici degli amici. Dipiazza viene votato da tutti i triestini, è uno dei sindaci più amati d’Italia, perché ha dimostrato di non guardare a cittadini di serie A e di serie B. Che cosa sarà di questa meravigliosa città se andranno in porto i progetti che sta realizzando Roberto. Noi chiediamo ai nostri elettori di impegnarsi e di andare casa per casa. Dipiazza è un sindaco ideale per questa città, ha già dato e può dare moltissimo a questa città».

12 ottobre 2021 (modifica il 12 ottobre 2021 | 16:38)



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