“Lega giorgettiana. 5S finiti. Draghi premier fino al 2023, Cartabia al Colle”


Qual è il dato principale di questa tornata elettorale?

“La sconfitta di Salvini che costringerà la Lega a resettarsi profondamente. Sul governo nessuna ripercussione, qualsiasi risultato fosse venuto fuori”.

La Lega dopo questo voto sarà più o meno governativa?

“Dovrà con maggiore decisione seguire la linea dei presidenti di Regione e di Giorgetti”.

La segreteria di Salvini è a rischio?

“Assolutamente no. Non sono così matti da suicidarsi con la scadenza del Quirinale e poi le elezioni politiche. La Lega va incontro a una fase di riorganizzazione, la fase populista, sovranista e salviniana si è chiusa con queste elezioni. Poi si sa che i problemi di ricollocazione non sono facili da affrontare, ma è un percorso necessario”.

Fratelli d’Italia non ha avuto quel boom che qualcuno si aspettava…

“Meloni si è dimostrata non in grado di recuperare tutti i voti in uscita dalla Lega e questo è il problema del Centrodestra. Prima ne ha recuperati un po’, ma ora non riesce più anche perché la storia politica di Meloni pone dei limiti alla crescita di Fratelli d’Italia”.

Altro grande sconfitto è il Movimento 5 Stelle…

“Quel voto riapparirà sotto mutate spoglie e bisogna capire se il Pd riuscirà a intercettare tutti gli ex elettori 5 Stelle, che in queste elezioni sono rimasti in maggioranza a casa e non hanno votato. Come movimento politico è finito, non ci sono dubbi, ma gli elettori M5S non sono finiti. La sfida del Pd è quelli di recuperarli tutti”.

E Conte?

“Vediamo se proverà il M5S a resettarsi sulla linea di Conte o su un’altra, anche perché le dichiarazioni di Grillo non sono certo un bel viatico per l’ex premier”.

Letta ora deciderà di votare Draghi al Quirinale e di andare alle elezioni politiche l’anno prossimo?

“Ma figuriamoci, neanche per sogno. Letta sa perfettamente che si vota domani per le Politiche vince il Centrodestra, non è mica scemo”.

Quindi?

“Avanti con Draghi e il Pd in questo governo è l’asse fondamentale. Il Pd ha vinto soprattutto perché apparso a una grande fetta di opinione pubblica moderata come la forza politica che difende maggiormente la governabilità”.

Niente Quirinale per Draghi quindi…

“Dubito che si faccia un altro pasticcio di governo, Draghi fino alla fine della legislatura, tanto non ha certo problemi per trovare un altro lavoro dopo”.

E al Colle?

“La mia proposta è che eleggano una donna: Marta Cartabia, ex presidente della Corte Costituzionale, brava e preparata e a Palazzo Chigi Draghi fino al 2023. E’ sicuramente la soluzione ideale ed è la mia proposta a tutti i partiti”.





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