iPhone 13: il chip Apple A15 non sarebbe potente come previsto


È ancora presto per confermarlo ma è chiaro che la presentazione del nuovo chip A15 Bionic montato all’interno dei nuovi iPhone 13 e iPhone 13 Pro non ha generato l’effetto wow che molti si aspettavano. Secondo gli analisti di SemiAnalysis, la spiegazione andrebbe ricercata in due direzioni: nonostante un drastico aumento dei transistor sul chip (si passa da 11,8 a 15 miliardi) le grandi novità architetturali che Apple stava progettando quest’anno potrebbero essere state rimandate al 2021.

Molti ingegneri hanno infatti lasciato l’azienda di Cupertino negli ultimi anni. Pensiamo in particolare a Gerard Williams ex Chief CPU Architect di Apple, che lasciò la nave nel 2019 per fondare Nuvia (poi acquisita da Qualcomm ), portando con sé più di cento ingegneri.

Gli addii purtroppo sono continuati. Di recente, Rivos Inc, una nuova startup specializzata in progetti di chip RISC V ad alte prestazioni, avrebbe anche assunto molti ingegneri senior di Apple. 

Ad ogni modo, questa fuga di cervelli, potrebbe iniziare ad avere effetti evidenti sulle prestazioni dei futuri SoC Apple. Il chip A15 sarebbe tra i primi a soffrire di questa situazione, colpa di core leggermente modificati rispetto a quelli dell’A14 Bionic, lanciato lo scorso anno su iPhone 12/12 Pro.

“ Riteniamo che Apple abbia ritardato la prossima generazione di CPU a causa della riduzione della forza lavoro. Invece di un nuovo core della CPU, è stata scelta una versione modificata del core dell’anno scorso ”, spiega SemiAnalysis, citato da WCCFTech. 

A confermare questa tesi, anche Apple durante il suo keynote ha confrontato le prestazioni del suo A15 con quelle del suo vecchio chip A12, lanciato nel 2018 con l’iPhone XR/XS.

Ricordiamo infine che il processore del nuovo iPhone 13/13 Pro non è il solo: anche il SiP (System in a Package) dell’Apple Watch Series 7 è rigorosamente lo stesso di quello dell’Apple Watch Series 6.





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