«A Santa Maria Capua Vetere uso insensato della forza». Carceri, la ministra lancia l’allarme sovraffollamento- Corriere.it


di Virginia Piccolillo

L’inchiesta sui pestaggi dei detenuti: «L’amministrazione penitenziaria sappia indagare al suo interno. Quella volta non lo fece»

«Il governo sa e non vuole dimenticare: cominciamo un’azione concreta per il risanamento». La ministra della Giustizia, Marta Cartabia, in una informativa alla Camera ha promesso che i pestaggi dei detenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere non resteranno senza conseguenze. Anzi serviranno da spunto per migliorare le «dure condizioni delle carceri». «C’è stato un uso smisurato e insensato della forza. È nostro dovere riflettere sulla contingenza e sulle cause profonde» e far sì «che non accada mai più», evidenzia. Già. Ma come? La ministra auspica una «risposta immediata da parte dell’autorità giudiziaria». Riferisce che in 75 nel personale penitenziario sono sospesi e che i detenuti sono già trasferiti altrove. Ma legge quei fatti anche come «spia di qualcosa che non va». E quindi, dice, servono «azioni di lungo periodo», «su più livelli», coinvolgendo il personale, la sua formazione e agendo sulle strutture.

La responsabile del dicastero della Giustizia, e dunque del Dap, inizierà con «un’indagine ampia perché si conosca quello che è successo in tutte le carceri nell’ultimo anno dove la pandemia ha esasperato tutti». Visterà tutti gli istituti interessati dalle «manifestazioni di protesta o da denunce inerenti ai gravi eventi del marzo del 2020». Per Cartabia l’amministrazione penitenziaria «deve avere la capacità di indagare al suo interno. Mancata almeno in quell’occasione». Una frecciatina al suo predecessore, Alfonso Bonafede, che ora capeggia la resistenza M5S alla sua riforma della Giustizia. Ma vuole andare oltre. Dice che il «sovraffollamento sta peggiorando». Sono 52.193 i detenuti (per una capienza di 50.820). Erano circa 53.300 a giugno e nei mesi precedenti. Come l’anno scorso. Quasi 58.000 nei giorni dei fatti di Santa Maria Capua Vetere. «Il Governo ha visto, anche con la visita in prima persona del Presidente del Consiglio, i problemi del carcere e non vuole dimenticare», assicura. E scandisce: «Le violenze e le umiliazioni inflitte ai detenuti recano una ferita gravissima alla dignità della persona, pietra angolare della nostra convivenza civile, come chiede la Costituzione, nata dalla storia di un popolo che ha conosciuto il disprezzo del valore della persona e si pone a scudo di tutti, specie di chi è in posizione di maggiore vulnerabilità». E ancora: «Il carcere è lo specchio della nostra società. Ed è un pezzo di Repubblica, che non possiamo rimuovere dallo sguardo e dalle coscienze».

Parole apprezzate dal presidente della Camera, Roberto Fico: «È stata una pagina nera, terribile, spaventosa della nostra Repubblica. Bene che siano andati Draghi e Cartabia, bene che questa pagina non sia mai dimenticata. Sia da sprone per cambiare». apprezzate anche dal Pd con Franco Mirabelli: «Uno scossone necessario». Da Riccardo Magi (+Europa): «Ora servono riforme». E da Giacomo Caliendo (FI): «Servono carceri vivibili». Matteo Renzi attacca «i veri responsabili: Basentini, Bonafede, Conte». Antigone ricorda un caso analogo a Torino. Mentre FdI chiede di non attaccare la polizia penitenziaria. Il ministro ha poi risposto sui giornalisti intercettati dai pm di Trapani nell’inchiesta sulle Ong. «Allo stato non emergono profili di rilievo disciplinare o violazioni della normativa».

21 luglio 2021 (modifica il 21 luglio 2021 | 22:00)



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