Da Helen Mirren alle orecchiette


L’immagine della Puglia nel mondo? La magia del Gargano, terra di una bellezza selvaggia, “lu sole, lu mare e lu viento” e il barocco del Salento, la meraviglia di alcune aree del Barese, la storia archeologica di Taranto. Rappresentazioni immaginifiche, in cui paesaggio e mitologia si mischiano ma che forse hanno fatto il loro tempo. Occorre costruire una nuova narrazione, guardando oltre il presente.A met luglio, Anno Due della pandemia, ci sono tutti i segnali dell’invasione imminente di migliaia – anzi milioni – di turisti. Che la regione sia meta di “dolce ritiro” non pu che far piacere. Un turismo allegro, mordi e fuggi. Eppure i segnali della capacit di vedere il futuro non mancano, anche se non sono uniformi, perch i pugliesi sono ancora peuceti, messapi e dauni. Cos, come scritto sul Corriere del Mezzogiorno di sabato scorso da Marilena Di Tursi, va delineandosi, soprattutto nell’arco ionico-salentino una via dell’arte (mostre, gallerie, siti archeologici), in grado di offrire un quid in pi. Andando oltre la polarizzazione tra turismo d’lite e quello dei “balconi”. Il brand Salento tira, come dimostrato anche dall’acquisto da parte di due intellettuali italo-francesi di un vecchio palazzo storico di Lecce, alla cui inaugurazione ha presenziato l’attrice inglese Helen Mirren, premio Oscar, che ha casa nel Salento, e che pu essere considerata la vera ambasciatrice pugliese nel mondo.

La citt dei commerci

Se il Salento vola, un discorso a parte merita il capoluogo regionale, su cui pesa ancora un vecchio adagio medievale: barensis nisi negotiat moritur (un barese che non commercia un barese morto). Citt di commerci, di affari, certo, ma non solo. Che non pu accontentarsi della mezza giornata, o gi di l, dei croceristi che sbarcano, lasciando poca traccia di s. O di mega-vertici che durano un giorno sui giornali. Occorre inventarsi qualcosa di nuovo, offrendo, per esempio prezzi speciali a coloro che passano almeno una notte in citt. Qualcosa si muove, ma non basta. La provincia barese una piccola miniera: dai resort extralusso della costa Sud, alla bellezza, unica al mondo, dei trulli, ai comuni marinari, da Giovinazzo in su. Il materiale c’. Ma ci vorrebbe una Mirren, uno sponsor d’eccezione, in ogni luogo per liberare la regione dall’ombra lunga dei comici che storpiano la lingua e dall’ideologia delle orecchiette o delle cozze nere, il cul de sac in cui caduta parte della societ tarantina dopo la polemica sul futuro dell’Ilva. Il futuro non la Puglia gourmet. Ma la bellezza, l’incanto e un pizzico di buone pratiche.

20 luglio 2021 | 16:04





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