Bassolino: «Sul caso Whirlpool nessuna divisione fra noi candidati. Difendiamo il futuro»


Mezzogiorno, 18 luglio 2021 – 08:59

«Licenziamenti inaccettabili, i lavoratori devono avere al loro fianco l’intera città e tutte le istituzioni»

di Gimmo Cuomo

L’anima laburista di Antonio Bassolino, in corsa per la carica di sindaco, viene fuori quando il tema del colloquio riguarda le crisi industriali che agitano Napoli e la sua provincia.

Partiamo dalla vicenda Whirlpool?
«Sì, è davvero emblematica. L’avvio dei licenziamenti disattende in modo inaccettabile e plateale l’intesa, le raccomandazioni sottoscritte da governo e organizzazioni sindacali. Al tavolo del ministero per lo Sviluppo economico l’azienda ha rifiutato la proposta di ulteriori 13 settimane di cassa integrazione pagata in attesa di definire le proposte di reindustrializzazione. Le lavoratrici e i lavoratori continuano dunque a lottare e devono avere al loro fianco l’intera città e tutte le istituzioni locali e nazionali. Si tratta di una battaglia produttiva e al tempo stesso democratica e civile. Per tante famiglie il lavoro è dignità, oltre che salario: è il modo per fare studiare i figli, per svolgere un ruolo nella società. Sappiamo per esperienza che in grandi quartieri napoletani la chiusura di fabbriche ha comportato la crescita del degrado sociale».


Come si previene l’esito negative di altre vertenze?
«La questione ha anche un rilievo nazionale. Spesso le multinazionali si muovono con il criterio unico ed esclusivo del massimo profitto. Per questo si chiudono stabilimenti anche produttivi accampando motivazioni di mercato, mentre in realtà si ricercano occasioni migliori per delocalizzare in Paesi, anche europei, nei quali è possibile pagare molto di meno i lavoratori e dare loro minori diritti. Ma nazioni come Francia e Germania proteggono in molti modi i lavoratori e creano molti ostacoli alle delocalizzazioni. Ecco perché, pur nella gravità della situazione, considero positivo l’incontro di una delegazione sindacale a Santa Maria Capua Vetere con il presidente del Consiglio Mario Draghi che ha espresso il suo impegno e che ha autorevolezza e rapporti internazionali che possono essere utili. Mai come in questa occasione Comune, Regione, Governo, forze politiche e sociali devono stare dalla stessa parte: con le lavoratrici e i lavoratori».

Come si possono favorire nuove iniziative di sviluppo?
«Nella nostra realtà il tema del lavoro deve essere centrale e riacquistare tutto il suo valore, anche e molto nella sua dimensione industriale. Napoli e la sua area metropolitana devono saper puntare sulla risorsa culturale e su un turismo di qualità ma è essenziale rilanciare tutto un tessuto di piccole e medie imprese, di storico artigianato e di grandi strutture produttive capaci di sviluppare le necessarie innovazioni tecnologiche. È indispensabile una seria collaborazione istituzionale e un giusto rapporto con le forze sindacali e imprenditoriali, per poter così utilizzare bene le risorse del Recovery e le altre che si prospettano».

Sarebbe utile un confronto con gli altri candidati su questi temi?
«Senz’altro, e certamente ci saranno occasioni per farlo, in questa assurdamente lunga campagna elettorale. Non mancheranno i motivi per dividerci, con lo stile giusto, ma sulla Whirlpool la cosa migliore è che i candidati siano uniti nel sostegno a questa realtà industriale che rappresenta davvero il presente e il futuro di Napoli e della nostra antica e grande tradizione. Il mondo del lavoro è da sempre il mio punto di riferimento, la radice del mio essere persona di sinistra e soprattutto un uomo delle istituzioni che mette Napoli sopra gli interessi di parte».

La corsa a sindaco potrebbe allungarsi in caso di ballottaggio.
«La battaglia è lunga e difficile e deciderà il destino di questa nostra terra per i prossimi anni e per tutto un periodo. Siamo infatti ad un passaggio delicato, storico: si tratta di uscire dalla pandemia, di prendersi cura della vita concreta delle persone, di ricucire le ferite sociali, di ricreare fiducia in noi stessi, di risollevare e rilanciare la città. L’impresa fa tremare le vene ma è anche una grande opportunità. È infatti proprio nei momenti di grande crisi che si formano le classi dirigenti e le generazioni politiche: non grazie a qualcuno che ti mette la mano sulla spalla ma perché si combatte insieme e si cercano valori comuni. Lo abbiamo saputo fare, possiamo farlo anche ora».

18 luglio 2021 | 08:59






Source link