Riforma Cartabia, maxi processo ‘Ndrangheta rischia di saltare. Tempi lunghi


Riforma Cartabia, maxi processo ‘Ndrangheta rischia di saltare

La riforma della Giustizia della ministra Marta Cartabia rischia di affossare 150mila processi in corso. Queste le stime dell’associazione magistrati. Un numero che va ad aggiungersi a decine di altri procedimenti rimasti impigliati nella rete di una giustizia troppo lenta. A rischiare di non andare a sentenza sono anche processi importanti, come quello contro l’ndrangheta, che vede alla sbarra – si legge sulla Stampa – 325 imputati. Quindi è molto difficile che possa rispettare i tempi imposti dalla riforma. Il pericolo che venga affossato per colpa della prescrizione è purtroppo abbastanza realistico. Le parti offese individuate dalla Procura distrettuale sono 224, ma meno di 30 si sono costituite parti civili e fra loro figurano diversi Comuni del Vibonese. I capi di imputazione sono in totale 438. Circa 600 gli avvocati impegnati nel collegio di difesa degli imputati. Se la riforma Cartabia fosse già operativa, un altro importante processo sarebbe prescritto: quello relativo alla cosiddetta Trattativa Stato-mafia.

In primo grado – prosegue la Stampa – il boss Leoluca Bagarella fu condannato a 28 anni di carcere, a 12 gli ex ufficiali del Ros Mario Mori e Antonio Subranni, l’ex senatore di Fi Marcello Dell’Utri e l’ex medico fedelissimo di Totò Riina, Antonino Cinà. Otto anni la pena inflitta all’ex capitano del Ros Giuseppe De Donno. Ad alto rischio è anche l’iter per il processo di Rigopiano, la strage nel resort seppellito da una valanga ai piedi del Gran Sasso, il 18 gennaio 2017, che conta 29 morti. In tre anni e mezzo si sono susseguiti ben dodici rinvii per la conclusione dell’udienza preliminare.





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