Covid, riecco i tamponi in aeroporto Le Regioni tornano a blindarsi- Corriere.it


di Adriana Logroscino

Ordinanze per protegger in territori dai turisti che tornano dall’estero. Ieri tremila nuovi contagiati. Sono il doppio di una settimana fa

Prima la Sicilia, l’Abruzzo, la Sardegna. Presto l’Emilia-Romagna. La Campania «lo fa già». Il Lazio si affida al protocollo d’intesa con la Croce Rossa, sottoscritto da tempo. Il Piemonte non esclude, Liguria e Lombardia invece per ora sì. Torna il contagio: ieri oltre tremila nuovi positivi, il doppio di una settimana fa. E questa volta il virus cammina sulle gambe dei viaggiatori e sfrutta la vita sociale dei ragazzi, i più colpiti. Così, tante Regioni ripristinano i tamponi obbligatori in aeroporto al rientro. Ma la variante Delta sta già spaventando gli italiani: dopo l’avvertimento della Farnesina sui viaggi all’estero e di fronte al rischio di nuove misure restrittive, la Fiavet (la Federazione imprese del turismo) rileva un calo del 50% di prenotazioni, sia per l’estero che interne, nell’ultima settimana.

I presidenti tentano strade autonome per difendere i loro territori, senza penalizzare una delle leve economiche fondamentali, quel turismo che in estate vive sempre la sua stagione più florida, ma tanto più ora, dopo un anno e mezzo di pandemia. Un’ordinanza regionale che imponga il tampone a chiunque arrivi via porto o aeroporto da Malta, Spagna e Portogallo è la strada imboccata da Christian Solinas e Nello Musumeci, presidenti di Sardegna e Sicilia. Le due isole maggiori, che fronteggiano il numero più alto di casi in proporzione al numero di abitanti (oltre 30 su centomila), cercano così di blindarsi dal virus ed evitare chiusure totalmente incompatibili con la vita in vacanza. Peraltro a Pantelleria ieri è stato scoperto un nuovo focolaio, 26 casi, tutti di giovani non vaccinati. E il sindaco teme l’isola diventi zona rossa: «Sarebbe devastante».

Ordinanza anche in Abruzzo, firmata dal presidente Marco Marsilio: l’obbligo di tampone per chi arriva da Malta, Spagna e Regno Unito, ha consentito di scoprire che la regione aveva «importato» un buon numero di positivi con un volo in arrivo a Pescara da Girona, in Catalogna. Risultato? Quarantena per tutti i passeggeri del volo. Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna, non ritiene sufficienti le disposizioni nazionali e soprattutto non abbastanza accurati i controlli. «Sto pensando di emettere un’ordinanza, come qualche altra Regione», ha dichiarato. Alberto Cirio, per il Piemonte, farà una valutazione lunedì in cabina di regia. Esclude la necessità di intervenire Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli: «Il nostro traffico aereo è nazionale».

A darsi regole, anche creative, per tenere insieme controllo dei contagi e difesa della vita sociale, tanti sindaci. Ad Asiago e a Santa Croce Camerina, in Sicilia, torna l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto. A Forte dei Marmi chiusa di notte la spiaggia libera, in funzione anti-assembramento. A Partanna (provincia di Trapani) ha una corsia preferenziale per il vaccino chi esibisce il biglietto per uno dei concerti della rassegna del Comune. Il sindaco di Aprigliano, paese Covid free in Calabria, anticipa il governo e impone il green pass per partecipare agli eventi di piazza. Al contrario quello di Serrenti, in Sardegna, dopo un picco di positivi (21), ripristina il coprifuoco. Basterà? Nessuno può dirlo, se anche Brusaferro avverte che «sono troppe le cose che non sappiamo della variante Delta». Il bollettino quotidiano conferma una circolazione del virus sempre più intensa: ieri 3.121 nuovi casi (il giorno prima erano stati 2.898) e 13 decessi. Sotto controllo ma in lieve aumento anche i ricoveri. Il tasso di positività è all’1,3%.

17 luglio 2021 (modifica il 17 luglio 2021 | 23:19)



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