Le criptovalute rappresentano i peggiori aspetti del capitalismo. Lo dice il fondatore del Dogecoin


Il Dogecoin una delle criptovalute in questo momento pi popolari dopo aver superato i 50 miliardi di dollari di capitalizzazione negli scorsi mesi. Eppure, era nata (nel 2013) per scherzo, con il suo stesso simbolo che riproduce un meme particolarmente in voga sulla rete in quel periodo rappresentante un cane Shiba Inu.


Dogecoin: da crypto del popolo a peggior male del capitalismo


Creatori del Dogecoin furono Billy Markus e Jackson Palmer, ed proprio quest’ultimo che adesso, dopo aver aperto il proprio profilo Twitter personale, si schiera contro la sua stessa creazione. “Le criptovalute sono una tecnologia di destra e iper-capitalista, costruita allo scopo di amplificare la ricchezza di chi le sostiene tramite levasione fiscale” ha infatti scritto Palmer su Twitter.


E ancora: ” come prendere i peggiori aspetti del capitalismo e usare la tecnologia per limitare gli strumenti che ha la gente comune per difendersi, come tasse, indagini e regolamenti”.


Jackson Palmer


Tuttavia, dietro le esternazioni di Palmer potrebbe esserci un’altra motivazione. Il suo socio Billy Markus, infatti, ha ammesso pubblicamente di aver venduto tutti i suoi possedimenti in Dogecoin nel 2015 per un importo equivalente a un’auto usata. La criptovaluta ha acquisito tutto il suo valore solo successivamente.


Quando i Bitcoin sono crollati da 63 mila a 30 mila nello scorso aprile, i Dogecoin hanno fatto il percorso contrario, passando da $ 0,06 per Dogecoin a oltre $ 0,68, il che ha indotto in molti a parlarne. Lo stesso Elon Musk, da sempre appassionato di criptovalute, ha espresso al sua opinione, definendo i Dogecoin la crypto del popolo.






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