Coronavirus nel mondo: a rischio le olimpiadi di Tokyo



Primo caso di Coronavirus alle olimpiadi di Tokyo. Un membro dello staff di una nazione del villaggio olimpico è stato trovato positivo al Covid-19 ma gli organizzatori non hanno voluto dichiararne la nazionalità. Si teme l’effetto valanga e un nuovo cluster: i giochi cominciano subito in salita.

La nuova ondata di casi di Covid-19 a Tokyo preoccupa così tanto i medici che alcuni suggeriscono di annullare le Olimpiadi, anche dopo l’inizio delle competizioni, se la diffusione dei contagi peggiora.

“La situazione sanitaria è già al più alto livello di allerta a Tokyo, e altri contagi metteranno solo più pressione sul sistema sanitario”, ha detto Masataka Inokuchi, vicepresidente della Tokyo Medical Association, all’ultima riunione del governo metropolitano di Tokyo. Le strutture sanitarie di Tokyo cominciano a risentire della tensione: il numero di pazienti ricoverati è balzato a più di 2mila in tre settimane da circa 1.200 a fine giugno. Nobuhiko Okabe, capo del Kawasaki City Institute for Public Health che presiede il gruppo di esperti del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Tokyo sulle misure anti-virus, onn esclude misure drastiche per proteggere il sistema. “Se Tokyo finisce in una situazione in cui le persone che hanno bisogno di cure ospedaliere non possono essere ricoverate negli ospedali, dovremmo considerare l’annullamento delle Olimpiadi”, ha detto in un’intervista a The Asahi Shimbun.
“Non abbiamo tempo per le Olimpiadi” se le persone non possono ricevere le cure mediche necessarie.

Intando l’India ha segnalato sabato 38.079 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, portando il conteggio nazionale a 31,06 milioni, secondo i dati del ministero della salute.
Il numero di morti è aumentato di 560, portando il totale a 413.091, secondo i dati del ministero.

Sono circa 12 le persone che producono il 65% della disinformazione sui vaccini anti Covid sulle piattaforme social. Lo afferma la Casa Bianca citando i dati contenuti nel rapporto del Countering Digital Hate pubblicato in marzo e in base al quale l’associazione aveva allora chiesto a Facebook e Twitter di chiudere le pagine gestite da queste 12 persone.
Secondo il Countering Digital Hate una delle persone che dovrebbe essere cacciata dai social è Robert F. Kennedy Jr., uno dei volti del movimento anti-vax.  La polemica arriva dopo il balzo dei nuovi casi di Covid negli Stati Uniti: nelle ultime 24 ore sono quasi triplicati a 74.018, ai massimi da tre mesi. Giovedì i nuovi contagi erano stati 27.956. E’ quanto emerge dai dati compilati da Bloomberg e dalla John Hopkins University.

Ma Facebook respinge le accuse del presidente Joe Biden sulla disinformazione sui social che “sta uccidendo la gente” che non si vaccina contro il Covid-19. “Non ci lasceremo distrarre da accuse che non sono supportate dai fatti”, replica Facebook, indicando di favorire invece la divulgazione di informazioni che contribuiscono a salvare vite e che sono state visionate da oltre 2 miliardi di persone. Twitter ha invece pubblicato sulla sua piattaforma il messaggio: “Mentre la pandemia di COVID-19 si evolve in tutto il mondo, continueremo a fare la nostra parte per far risaltare le informazioni sanitarie autorevoli”.

Infine arriva dalla Spagna un primo bilancio di un settore industriale: le societa’ produttrici di automobili hanno perso 7,6 miliardi di euro nel 2020 a causa della pandemia del coronavirus che ha provocato un forte calo sia delle vendite che della produzione. E’ quanto reso noto da un rapporto presentato dall’Associazione nazionale fabbricanti automobili e camion (Anfac). Le case automobilistiche hanno investito 1,9 miliardi di euro nelle loro fabbriche spagnole, una cifra che si attesta alla media degli ultimi cinque anni, nonostante la diminuzione del 31 per cento rispetto al 2019. “La chiusura di tutta la catena del valore per praticamente due mesi si e’ riflessa in un calo storico delle vendite e della produzione”, ha sottolineato il direttore generale dell’Anfac, Jose Lopez-Tafall.



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