Whirlpool, quando il Ceo La Morgia decantava le lodi dei lavoratori di Napoli


Questa fabbrica potrebbe essere esportata in qualunque parte del mondo. Però, le persone che sono qua, la terra e la passione che c’è (sic) in questa fabbrica non si può replicare da nessun’altra parte. E questo è il vero fattore di successo di Napoli: siete tutti voi. Quindi non ve lo dimenticate mai”.

E poi ancora: “Io non avevo visto lo spettacolo e mi fa veramente piacere averlo visto, perché è la dimostrazione che con le persone giuste si può avere un risultato eccezionale. Conta una sola cosa: il team, solo questo”. Un team che allora era di 450 lavoratori (poi diminuiti durante la vertenza a 327 partita nel maggio 2019) e che al momento Luigi La Morgia, diventato nel febbraio 2019 amministratore delegato di Whirlpool Italia, non vede invece l’ora di smantellare, rifiutando le 13 settimane di cassa integrazione aggiuntive post-sblocco dei licenziamenti previste dall’avviso comune siglato da Confindustria e sindacati. 

Arringava così nel 2012 il pubblico composto dai lavoratori e dalle rispettive famiglie al termine di uno spettacolo organizato dal Cral Whirlpool Napoli l’allora direttore dello stabilimento campano La Morgia, prima di essere promosso country manager del colosso americano degli elettrodomestici che in Italia conta 6 mila dipendenti e che dal 2014 e il 2019 ha usufruito di 50 milioni di incentivi pubblici, oltre alla lunga cassa integrazione alla fabbrica di Via Argine nella città partenopea. 

Parole con cui il top manager pescarese faceva i complimenti alle maestranze per lo spettacolo allestito e che lette alla luce dell’epilogo senza appello sentenziato mercoledì sull’apertura della procedura per il licenziamento collettivo di tutti i 327 occupati (la produzione verrà saturata oltre confine) scatenano ancora di più la legittima rabbia dei lavoratori campani che si sentono presi in giro.

Non solo per la raccomandazione disattesa da parte di un’azienda iscritta a Confindustria, ma anche perché al di là delle frasi di circostanza pronunciate nel 2012, il ricorso alle 13 settimane di Cig avrebbe permesso a Invitalia di cercare in maniera più agevole una soluzione alternativa per il futuro dei lavoratori. Quel “team” fatto, a detta dell’oratore La Morgia, da “persone giuste” dotate di “passione” e capaci quindi di raggiungere “risultati eccezionali“, “il vero fattore di successo di Napoli“, produttività di cui sicuramente un altro investitore avrebbe poturo beneficiarsi. Perché “non si può replicare da nessun’altra parte”.

D’altronde si sa, certe affermazioni invecchiano proprio male. “Veramente com-pli-men-ti!“. 

@andreadeugeni

 

 

 

 





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