SEC: altro rinvio sugli ETF su bitcoin


SEC rinvio ETF

È arrivato l’ennesimo rinvio della SEC in merito alla decisione sulla richiesta di un ETF su bitcoin.

Come per il precedente rinvio, anche questa volta la SEC chiede ai proponenti di inviare ulteriori commenti in particolare in merito alla questione che un ETF su bitcoin potrebbe essere suscettibile di manipolazione, e come i proponenti intendono prevenire atti e pratiche fraudolente e manipolative.

La richiesta di Wisdom Tree è stata originariamente depositata presso la SEC il 26 marzo, e già ad aprile l’agenzia chiese ulteriori dettagli. Il 26 maggio inoltre aveva già anche chiesto una prima volta un po’ più di tempo per decidere.

A dire il vero questa ormai sembra essere la prassi, visto che la SEC si sta comportando in questo modo per tutte le richieste di emissione di un ETF su bitcoin sul mercato USA.

In passato questo comportamento ha portato infine al rifiuto dell’approvazione, o al ritiro delle richieste, pertanto è possibile che anche questa nuova ondata di richieste possa concludersi nello stesso modo.

Tuttavia va detto che in molte altre parti del mondo iniziano ad essere approvati ETF su BTC, pertanto più la SEC tergiversa più favorisce altri mercati finanziari, in primis quello di Toronto, in Canada.

Bisogna tener presente che la borsa di Toronto, ad esempio, è comunque una delle prime dieci al mondo per capitalizzazione di mercato, sebbene decisamente distante da quella di New York (NYSE) e dal Nasdaq.

Infatti il market cap complessivo dei titoli scambiati al TSX (Toronto Stock Exchange) è superiore ai 3.000 miliardi di dollari, ovvero ad esempio ben più dei 2.000 miliardi circa della borsa di Francoforte. Invece il Nasdaq capitalizza più di 19.000 miliardi di dollari, mentre NYSE 26.000 miliardi.

Le richieste alla SEC per approvare gli ETF su bitcoin

Ad oggi alla SEC risultano essere state presentate ben 12 richieste per l’emissione di un ETF su bitcoin.

La cosa curiosa è che gli ETF che invece replicano l’indice S&P 500 sono 13, ovvero solo uno in più rispetto al numero delle proposte di ETF su bitcoin.

Pertanto è più che chiaro che l’interesse del mercato nei confronti di un tale prodotto derivato ci sia, ma ciò non toglie che la SEC continui a nutrire perplessità sulla reale possibilità che possa essere utilizzato per manipolare i mercati in modo da sottrarre capitali in particolare agli investitori retail occasionali.

Quindi, a meno che non cambi qualcosa, è possibile attendersi che l’atteggiamento della SEC a riguardo non cambi. Perlomeno per ora.

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