così non tutelate i gay. L’appello con l’altro Matteo per un «accordo di tutti»- Corriere.it


Eppure nemmeno l’appello del leader leghista ad approvare in un mese una norma di civilt, togliendo ci che divide ha fatto cambiare idea al Partito democratico e ai 5 Stelle. Che per sono stati presi in contropiede dall’esplicito discorso di Salvini: drammatico che in Italia ci sia ancora chi ha paura di dire “sono gay” o “sono lesbica” perch c’ qualche coglione pronto a discriminare. Imbarazzo sui banchi del Pd, disagio su quelli dei 5 Stelle con mascherina arcobaleno. E silenzio.


Non servito nemmeno l’appello dell’altro Matteo, Renzi: Si faccia un accordo sui punti degli articoli 1, 4 e 7 e si chieda a tutte le forze politiche di portare la legge Zan alla Camera entro quindici giorni. Se facciamo questo avremo dimostrato che la politica non fa schifo, se si andr allo scontro muro contro muro e si perder a scrutinio segreto avrete distrutto le vite di quei ragazzi.

Il leader di Italia viva ha fatto il suo discorso rivolgendosi all’Aula ma girandosi pi volte verso i banchi dem, come quando ha affermato: Non siamo influencer e non diciamo che la politica fa schifo, lo dico guardando i colleghi del mio ex partito.

E, a quanto pare, non servito nemmeno l’esito della votazione sulle pregiudiziali: sono state bocciate per soli 12 voti. Non c’ quindi bisogno di un foltissimo gruppo di franchi tiratori per affossare la legge, quando verr in Aula a scrutinio segreto. Ma Pd e 5 Stelle non demordono. E d’altronde proprio l’offensiva congiunta di Renzi e Salvini che rende impossibile anche a chi nei dem vorrebbe aprire alle modifiche, chiedere esplicitamente di riavvolgere il nastro e aprire una trattativa su alcuni punti di quel provvedimento. Adesso sarebbe quasi un tradimento.

Perci si va avanti. Si voter prima della pausa festiva, emendamenti permettendo, ma non detto perch se sono troppi si potrebbe addirittura slittare a settembre. Per il modulo di gioco non cambierebbe. E Salvini in Aula fa ventilare un sospetto, dopo aver parlato del diritto alla libert e all’amore per tutti e aver sottolineato di non essere un bacchettone ma un padre divorziato per il quale chi ameranno i suoi figli sar affar loro: Se per tenere uniti partiti che sono divisi non si vuole che gay, lesbiche e trans siano tutelati, allora lo si dica ad alta voce.

Gi, perch questo il sospetto dei leghisti, ma non solo il loro: che Partito democratico e M5S, divisi su tutto, a cominciare dalla riforma Cartabia, abbiano trovato un solo tema che li unisce e abbiano deciso di cavalcarlo comunque, anche a costo di veder affossare questo provvedimento. un sospetto che circola a Palazzo Madama. E il capogruppo di Italia viva al Senato Davide Faraone sembra condividerlo quando spiega ad alcuni parlamentari di Iv che andare al voto senza modifiche e con lo scrutinio segreto una follia: Vogliono andare sotto per fare le vittime, sanno anche loro che questo rischio fortissimo, ma tanto hanno gi il capro espiatorio, cio Matteo, diranno che i franchi tiratori sono i nostri anche se sono i loro.

per questo motivo che Renzi in Aula indossa pubblicamente i panni del mediatore. Non vuole che si facciano giochini politici. Non intende passare per quello che ha affossato la legge a scrutinio segreto. E quando i grillini rumoreggiano mentre parla, il leader di Iv ricorda loro un fatto di cronaca parlamentare abbastanza recente: Non accetto lezioni da chi fino al giorno prima diceva di sostenere le unioni civili e poi la notte, dopo la telefonata di un alto prelato, all’ultimo minuto cambi idea. Mi stupisce che i 5 Stelle discutano….

13 luglio 2021 (modifica il 13 luglio 2021 | 23:21)





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