Ddl Zan, oggi inizia l’esame al Senato. Renzi: “No al ritorno in Commissione”



 Il ddl Zan arriva in aula al Senato alle 16,30. Nell’incertezza dei numeri e dei possibili scenari.  Dopo 8 mesi di rinvii e audizioni, il testo che porta il nome del deputato dem e attivista lgbt, Alessandro Zan, già approvato dalla Camera e impantanato a Palazzo Madama, comincerà ad essere discusso. O almeno ci proveranno. Perchè il centrodestra vorrebbe riportarlo in commissione Giustizia. Ma sembra proprio che questa ipotesi sarà bocciata. “Sono contrario a che si ritorni in  commissione. Dico alla Lega di non fare passi indietro e dico a certa sinistra di non rincorrere le bandierine”, annuncia infatti Matteo Renzi ad Agorà estate.

E senza i voti dei suoi difficilmente il testo potrebbe tornare in commissione. “Oggi al Senato farò un appello al buon senso. Abbiamo finalmente la possibilità di avere una legge che dia maggiori tutele a omosessuali, transessuali, disabili, siamo a un passo. Ci sono da un lato la Lega che fa ostruzionismo dall’altro la sinistra che vive di massimalismo. Io spero che torni il buon senso”, dice il leader di Italia viva. “Un conto è dire no per avere migliaia di like, un conto è chi fa fatica, si piglia gli insulti ma porta a casa i risultati. E’ successa la stessa cosa sulle unioni civili”. Renzi ha chiesto alla Lega di non tornare indietro rispetto alla proposta Ostellari che aveva fatto un’ultima offerta di mediazione: “Mi piacerebbe molto l’idea che in Parlamento prevalesse la capacità di unirsi e non di dividersi”, dice Renzi.

Un Renzi che deve farei conti con le pressioni del Pd. “Se tutti fanno il loro il ddl Zan passa”, dice infatti il ministro del Lavoro Andrea Orlando a Rainews 24. Matteo Salvini, intanto ammonisce Enrico Letta.  “Finalmente” si vota sul Ddl Zan, sarà chiaro chi ha a cuore i diritti civili e la tutela della libertà d’amore e delle libertà e chi invece ha fatto propaganda. La nostra proposta accoglie l’invito del Santo Padre e di tante associazioni: togliamo da quella legge l’ideologia, quindi la teoria gender nelle scuole, togliamo dal campo politico i bambini, togliamo la censura e i reati di opinione. Approviamo delle sanzioni severe nei confronti di chi insulta, offende, aggredisce e discrimina. Spero che Letta ci ascolti, altrimenti il rischio è che la legge salti, tutta e definitivamente”, dice il leader della Lega, Matteo Salvini.

Dunque si attende l’aula e il faccia a faccia tra i leader. Ci saranno in aula i due Matteo Salvini annuncia che torna a Roma per bloccare tutto. Ha spiegato: “In Senato c’è questo ddl Zan da bloccare o quantomeno da cambiare in Parlamento”. Una legge che così com’è non può andare, perché è “una legge che lo stesso Santo Padre chiede di modificare. Il problema non è Salvini o Renzi, ma sono le libertà, la libertà è un bene primario”. Ha dichiarato il leader leghista: “Il diritto all’amore di chiunque, due ragazzi, due ragazze, è sacrosanto, punire i deficienti che insultano, offendono, aggrediscono, è sacrosanto, ma lasciamo fuori i bambini e lasciamo la gente libera di pensare all’idea di famiglia…mamma e papà non sono concetti superati, sono il futuro”.

 

Anche Renzi interverrà a Palazzo Madama. Ed è preoccupato: “Se sul ddl Zan si va a scrutinio segreto, Calderoli viene e presenta mille emendamenti… queste cose poi spiegatele a Fedez, che parla di cose che non conosce. Ma il problema non è mica Fedez, è chi ha eletto Fedez capo della sinistra”. Rincara sulle modifiche indispensabili: “Se si vuole portare a casa la legge serve un accordo”. Oggi però sull’iter del ddl, Italia Viva non dovrebbe smarcarsi dai giallo-rossi. Davide Faraone mette sul tavolo l’accordo tra gentiluomini che dovrebbe portare all’intesa.

I Dem con la capogruppo Simona Malpezzi e il segretario Enrico Letta sono più che mai convinti che si debba andare avanti in aula. Senza modifiche. I maldipancia nel partito sono sotto controllo: a smarcarsi potrebbero essere Andrea Marcucci e un paio di suoi fedelissimi. Molto meno certi sono i numeri nel M5Stelle, dove circa una quindicina di senatori sarebbero in dissenso. La maggioranza pro Zan – 145 a favore inclusi i 17 renziani – è sul filo. I “franchi tiratori” pronti a ogni voto segreto. Il dem Franco Mirabelli commenta: “Ostellari ha avuto 8 mesi, basta ostruzionismo”. Monica Cirinnà rincara: “Finalmente si discute in aula”. La 5Stelle Alessandra Maiorino teme “altri tentativi di rinvio”.

Ostellari cerca oggi un tentativo per prendere tempo e insistere sull’intesa. Ha convocato la commissione alle 15, prima dell’aula. “Se c’è la disponibilità a migliorare la proposta ben venga. Certo è che avremmo bisogno di più tempo per arrivare a votare delle proposte emendative. Quindi, in base a quello che emergerà in commissione dai vari gruppi, lo dirò in aula alla presidenza nel riferire l’andamento dei lavori finora”. Ma Renzi ha già chiuso questa porta



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