Italia e Inghilterra, un amore millenario non sempre corrisposto…


Orbene parliamo di calcio ma anche di sentimenti, che poi come materia siamo già lì. E quando parliamo di calcio e di sentimenti parliamo di passioni e di fatiche, di tradizioni, di glorie. Eh sì. Parliamo di conflitti e di rivalità, presenti e passate.E sì, parliamo di Italia e Inghilterra, questi due paesi che si amano reciprocamente da sempre a fasi molto alterne.Orbene, lasciamo per un momento stare la mera tifoseria calcistica e dedichiamoci al risvolto sociologico di colore, che per altro tanto incide proprio sulle emozionabili menti puerili delle curve da stadio e peggio, sulle marmaglie stradali e balconate. Quindi premettiamolo subitissimo: li saltiamo a piè pari i fasti della conquista della Britannia di Giulione Cesare, i nefasti massacri della ribelle ed isterica Budicca, il conseguente sterminio degli Iceni, britanni ribelli, e la fondazione della nuova vera Roma, che altro che Costantinopoli o Mosca, fu a tutti gli effetti Londra. Esatto, Londinium, il centro non solo politico e militare ma soprattutto etico e morale di quello che diventerà il secondo grande impero della Storia dell’uomo, e primo per estensione territoriale, anche se finito per soccombere rapidamente al terzo, quello americano, sempre che non soccomba anche quest’ultimo al peggiore in agguato, quello cinese ovviamente.Saltiamo senza fallo le legioni romane per un buon motivo: perché lì, liquidata la prima fase dove gli indigeni erano probabilmente persino cannibali, l’Amore fu se non incontrastato quasi totale. I britanni non furono certo né i primi né i migliori nel romanizzarsi, ma fin da subito ebbero in casa degli oppositori irriducibili alla romanizzazione (fenomeno praticamente unico in Europa, poiché perfino i barbari ultra-trans-germanici e caucasico-asiatici che dopo secoli fecero implodere l’Impero Romano d’Occidente non erano in realtà oppositori di Roma, ma amanti respinti che si presero poi tutto per ripicca).Eh sì, parliamo di quegli stessi SCOTI che tifano da sempre contro la nazionale inglese (anche perché ne hanno una loro, di nazionale, che partecipa pure ai tornei internazionali di calcio coi suoi colori, al pari di quella del Galles, per caso anche lì unico e se vogliamo anomalo in Europa). Quindi, e veniamo al punto, perché  gli SCOZZESI ci fanno escludere la Storia romana da questo piccolo excursus sul LOVE AFFAIR italo-inglese? Ma perché la Caledonia pur sempre Britannia era, e non fu mai conquistata, perciò lì il “love affair” non ebbe luogo proprio mai, mannaggia.

E dopo i romani? Eh, lì non si sa bene tutto: non a caso le leggende di Re Artù, Mago Merlino e i cavalieri della Tavola Rotonda parton da quegli anni avvolti nelle nebbie di Avalon.In seguito, passato l’anno mille, abbiamo la prima ROCKSTAR inglese  dai tempi di Budicca, sì lui, Richard The Lionheart. Ora non faremo nessun pippone biografico; ci limiteremo a dire che ottenne gli allori di fama e gloria del suo tempo ed oltre sicuramente a cagione del suo coraggio in battaglia, ma soprattutto della sua roboante leadership nella celebre Terza Crociata, in special modo dopo che il più celebre Barbarossa finì annegato in un incidente fluviale, con conseguente quasi totale abbandono degli eserciti tedeschi, che tanto sarebbero stati utili per battere Il Feroce Saladino e per riconquistare Gerusalemme. Infatti niente Gerusalemme, anche se Riccardo riuscì comunque a battere il Saladino a più riprese e nella gloriosa battaglia di Arsuf, considerata poi una sorta di vendetta per la disastrosa sconfitta crociata ai Corni di Hattin. Non prima però di aver messo piede sempre vittoriosamente in Sicilia e a Cipro (evento che si dimostrò per altro determinante per il futuro imperialismo inglese fino ai giorni nostri).





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