io presidente, rilancerò il Movimento- Corriere.it


Dopo nove giorni di scontri i 5 Stelle ritrovano la pace. A metà pomeriggio Vito Crimi annuncia l’accordo fra Beppe Grillo e Giuseppe Conte. E lo fa davanti all’assemblea straordinaria dei parlamentari riunita sulla piattaforma Zoom. Il reggente del Movimento legge un messaggio: «Grillo e Conte hanno definito concordamente la nuova struttura di regole del M5S. Il Movimento si dota così di nuovi ed efficaci strumenti proiettando al 2050 i suoi valori identitari e la sua vocazione innovativa. Determinante è stato il contributo scaturito dal lavoro svolto dal comitato dei sette che Grillo e Conte ringraziano». E ancora, sempre Crimi: «Una chiara e legittimata leadership del Movimento costituisce elemento essenziale di stabilità e di tenuta democratica del Paese. Grillo e Conte si sentiranno ancora nei prossimi giorni per definire insieme gli ultimi dettagli e dare avvio alle procedure di indizione delle votazioni».

Si prova così a voltare a pagina, nonostante restino le ferite dopo lo scontro sulla giustizia. Viene sciolto il nodo sulla guida politica che aveva acuito le distanze tra il garante e l’ex premier. Da ora in avanti il presidente M5S sarà «l’unico titolare e responsabile della determinazione e dell’attuazione dell’indirizzo politico». Tradotto, Conte avrà tutti i gradi di libertà per esercitare la leadership, come aveva richiesto, nel caso in cui sarà eletto presidente. Mentre Grillo resterà il garante ma dovrebbe avere meno influenza sui gruppi parlamentari. Insomma, non ci sarà alcuna diarchia. A questo punto il primo step sarà il voto degli iscritti, prima sullo Statuto e poi sulla leadership.



Non caso l’ex premier è contento del risultato: «Sono pienamente soddisfatto dell’accordo raggiunto con Grillo, con il quale in questi giorni ho avuto modo di confrontarmi direttamente più volte. Ora ci sono tutte le condizioni per partire e rilanciare il Movimento: piena agibilità politica del presidente, netta distinzione tra ruoli di garanzia e ruoli di azione politica, grande entusiasmo e chiaro sostegno al progetto politico». Esulta Luigi Di Maio, uno degli artefici della mediazione: «Questa intesa è frutto della vostra volontà di tenere unito il Movimento. Finalmente possiamo ripartire con una leadership forte. Adesso lavoreremo in Parlamento». Dello stesso tenore le parole del presidente della Camera Roberto Fico: «Ognuno di noi ha fatto la propria parte per il bene del Movimento, l’accordo per il nuovo Statuto segna un punto decisivo per il rilancio di cui tutti conosciamo bene l’urgenza». Federico D’Incà, ministro per i Rapporti con il Parlamento, sottolinea che «mediazione, dialogo e confronto sono la chiave per affrontare ogni scelta». Mentre Stefano Patuanelli assicura che «Grillo e Conte si sentiranno nei prossimi giorni per definire insieme gli ultimi dettagli».

Il clima è tuttavia guastato dai mal di pancia sulla prescrizioneche emergono in assemblea. Sbotta Giulia Sarti: «Dai ministri mi aspetto le scuse». Insiste il senatore Alberto Airola: «La forza in Parlamento l’abbiamo se noi abbiamo forza con Draghi…». Il più duro però è Alfonso Bonafede, l’ex ministro della Giustizia che ha visto tagliare con un tratto di penna la sua riforma: «La prescrizione non è una bandierina ma un valore. La riforma è sbagliata. Bisogna proseguire la battaglia con determinazione». Il clima si surriscalda perché si susseguono una serie di interventi assai critici. Che Patuanelli prova a placare: «Fare le barricate in Consiglio dei ministri significa ottenere un testo peggiore e nessuna possibilità di incidere in Parlamento».

11 luglio 2021 (modifica il 11 luglio 2021 | 21:58)





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