Licenziamenti Gkn, il ministro Orlando: “Modalità inaccettabili”


Licenziamenti Gkn, il ministro Orlando: "Modalità inaccettabili"

Andrea Orlando (Lapresse)

Licenziamenti Gkn, il ministro Orlando: “Modalità inaccettabili” 

“Ho sentito il sindaco di Campi Bisenzio e i miei uffici hanno contattato i sindacati, il Mise si sta muovendo per verificare le condizioni in cui e’ avvenuto l’episodio, ma si tratta di modalita’ che non possono essere accettate e su cui bisogna trovare tutti gli elementi per scongiurarle”. Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha parlato del licenziamento via mail dei 422 dipendenti della Gkn di Campi Bisenzio. “Non ho mai nascosto le mie preoccupazioni davanti allo sblocco dei licenziamenti questa mi sembra pero’ una questione che ha delle caratteristiche specifiche. Ci troviamo di fronte a un caso particolare”.

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“È un fatto davvero inaccettabile la chiusura annunciata ieri attraverso una mail della GKN di Campi Bisenzio ed il licenziamento dei **422** operai. Non è la prima volta che una multinazionale dimostra una assoluta insensibilità nei confronti del lavoro, del destino di centinaia di famiglie e complessivamente del nostro paese”. Ad affermarlo in una nota congiunta sono il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra e il segretario generale della Fim Cisl ,Roberto Benaglia. “Il Governo – sottolineano – deve intervenire attivando subito a Palazzo Chigi il tavolo di monitoraggio sulle crisi aziendali previsto dall’accordo del 29 giugno, richiamando le aziende al rispetto di tutte le procedure a garanzia dell’occupazione, della dignità del lavoro e della persona. I lavoratori non sono merce. È intollerabile il comportamento di questa multinazionale che dimostra di pensare solo al profitto, non rispettando gli accordi ed a quanto pare con la prospettiva di delocalizzare le produzioni”. Il sindacato, concludono, “non permetterà questa ennesima barbarie. Il Governo ha il dovere di intervenire in maniera forte e decisa. Le associazioni datoriali devono farsi parte attiva per governare con gli accordi sindacali e la necessaria sensibilità sociale i processi di cambiamento nell’industria”.





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